Draghi: “Se chiudiamo la scuola dobbiamo chiudere tutto. La Dad crea diseguaglianze”

Come annunciato nei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa sugli ultimi provvedimenti contro la quarta ondata di Covid, adottati dal Governo con il decreto legge del 5 gennaio. Nel corso della conferenza stampa, sia il Presidente Draghi che il Ministro dell’Istruzione Bianchi si sono soffermati sulla riapertura della scuola e sulle motivazioni alla base di questa decisione.

Vogliamo cercare di minimizzare gli effetti economici e sociali del Covid e le conseguenze che ha avuto sui ragazzi, che hanno risentito più di tutti della pandemia” – ha affermato Draghi – “La scuola va tutelata, non abbandonata. Oggi è ricominciato l’anno scolastico, e il motivo per cui possiamo adottare un approccio diverso rispetto al passato è uno: la vaccinazione. Allo stesso modo, gran parte dei problemi che abbiamo oggi derivano dal fatto che ci sono dei non vaccinati”.

Draghi fa quindi il punto sull’obbligo vaccinale imposto agli over 50. “Lo abbiamo fatto sulla base dei dati, che ci dicono che chi ha più di 50 anni corre più rischi. Le terapie intensive sono occupate per 2/3 dai non vaccinati“. Non mancano tuttavia le perplessità sulla ripresa delle lezioni in presenza: tra i più feroci oppositori di questo provvedimento vi è il governatore della Campania De Luca, la cui ordinanza è stata oggi sospesa dal Tar.

Quello che abbiamo deciso si fonda su un dialogo con Regioni, enti territoriali, Comuni, che è stato in gran parte costruttivo“, afferma Draghi al riguardo. “Il Governo ha la priorità che la scuola resti aperta. Basti vedere quali sono stati gli effetti della Dad. È necessaria in caso di emergenze drammatiche, ma provoca diseguaglianze tra Nord e Sud, tra giovani che stanno più tempo in Dad o meno.

Sappiamo inoltre che vi è una perdita di reddito nella vita lavorativa di chi è stato costretto ad avere un grado di istruzione inferiore. Alla base vi sono anche considerazioni di ordine pratico: chiediamo ai ragazzi di non andare a scuola, ma possono fare sport il pomeriggio o vanno in pizzeria. Non ha senso chiudere la scuola senza chiudere tutto il resto, ma se lo facciamo torniamo all’anno scorso. E la situazione quest’anno è molto diversa grazie alla vaccinazione”.

Anche il Ministro Bianchi è intervenuto al riguardo citando alcuni dati: “Ad oggi i docenti sospesi perché no-vax rappresentano lo 0,72% del totale. Gli insegnanti assenti perché positivi o in quarantena sono il 6% circa, e gli studenti il 4,5% studenti.

Stiamo controllando le situazioni perché siamo stati operativi. Appena abbiamo avuto l’autorizzazione dall’Ema abbiamo cominciato le vaccinazioni dei bambini. Nel decreto approvato il 5 gennaio abbiamo regolato per fasce d’età tutte le condizioni necessarie, compresa la possibilità di ricorrere alla Dad, strumento utile se utilizzato in tempi specifici.

Altro dato importante: i Comuni che hanno fatto ordinanze di chiusura sono il 3,07% del totale dei Comuni. Le scuole oggi hanno riaperto, mancavano all’appello la Campania e la Sicilia. Quest’anno abbiamo assunto 60.000 insegnanti con concorso e a settembre avevamo tutti i supplenti annuali”.

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