Maxi parcheggio sotterraneo al Molosiglio, i comitati si oppongono: si temono crolli

Porticciolo del Molosiglio
Porticciolo del Molosiglio

Nei giorni scorsi è stata annunciata dall’assessore Edoardo Cosenza la costruzione di un parcheggio sotterraneo da 700 posti al Molosiglio, adiacente al lungomare di via Partenope. Il tutto si inserisce nell’ottica di una rivalutazione dell’area orientata anche alla possibile fruizione, da parte dei cittadini, del Molo San Vincenzo: una passeggiata di un chilometro e mezzo in mare, da arricchire con locali sul modello della Rambla di Barcellona. Bisogna, tuttavia, effettuare alcuni lavori (soprattutto la messa in sicurezza e l’allargamento della base calpestabile) oltre a raggiungere un accordo con la Marina Militare, visto che la prima parte del Molo appartiene ai militari.

Sul progetto esprime il comitato di Portosalvo, secondo cui vi sarebbe un presunto pericolo di crollo come accaduto a Palazzo Guevara sulla Riviera Chiaia, destabilizzato dai lavori per la Linea 6. L’assessore Edoardo Cosenza ha escluso la possibilità.

Parcheggio di 700 posti al Molosiglio: le perplessità di comitati e politici

“Il progetto proposto dalla nuova amministrazione comunale – scrive sul suo profilo Facebook Antonio Pariante, presidente del comitato di Portosalvo – rischia di aggravare la situazione del sottosuolo e di peggiorare la staticità di tutta l’area monumentale soprastante già fortemente compromessa dalla Linea 6 – in superficie e nella stessa zona esistono spazi per il parcheggio per centinaia di auto che non giustificano l’operazione – i comitati e le associazioni definiscono l’iniziativa “unilaterale” e invocano un confronto nel rispetto della Convenzione di Haarus – negli anni 80 gli inglesi della Arup rinunciarono a scavare il Tunnel Acton sotto il Molosiglio perché molto pericoloso – possibile spreco risorse PNRR – ignorato il monito del crollo al cimitero di Poggioreale”.

Sulla stessa linea Maria Muscarà, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle: “Le immagini del crollo di Palazzo Guevara di Bovino, nel marzo di 9 anni fa, ancora scuotono la memoria di tutta Napoli e c’è chi ancora oggi pensa di poter realizzare infrastrutture nel sottosuolo di una città dove non si può e non si deve assolutamente scavare. Il progetto di un parcheggio sotterraneo da 700 auto al Molosiglio è una ferita al solo immaginarlo. Si rischiano conseguenze disastrose in un’area paesaggistica e monumentale già fortemente minata dai lavori, realizzati per nulla ad arte della linea 6 del metrò, compromettendo un perimetro abbastanza vasto coinvolgerebbe anche l’area di Santa Lucia. Non è possibile che l’unica soluzione sia sempre quella di minare le fondamenta della città. Sappiamo bene che l’alternativa più efficiente sia quella di potenziare il trasporto pubblico e renderlo realmente fruibile a tutti, costruendo parcheggi fuori città collegati al centro con metro e treni di superficie. Solo così possiamo finalmente porre un freno al flusso di auto in centro e tornare, al contempo, a respirare, salvaguardando il nostro territorio”.

In un’intervista al quotidiano La Repubblica del 29 gennaio l’assessore Cosenza aveva dichiarato, in merito al crollo del palazzo sulla Riviera di Chiaia:

“Piazza San Pasquale e l’Arco Mirelli reggevano un carico pari a 40 metri d’acqua. Qui invece si tratta di soli 2 metri. Si userà lo stesso metodo del parcheggio del Polo universitario di San Giovanni a Teduccio: una paratia laterale impermeabile e un tappo di fondo. Sarà un grande parcheggio che servirà tutta l’area. Dove sono gli archi nella parte edificata del muro borbonico si creano servizi e locali, Occorrerà discuterne con la soprintendenza, ma dovrebbe trattarsi solo di inserimenti in costruzioni già esistenti, forse ex depositi di reti o oggetti militari”.

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