Manifesto sessista a Napoli, lato B e panorama: le donne usate per attirare i passanti

C’è un manifesto pubblicitario che è apparso a Posillipo e che sta scatenando molte polemiche. Per pubblicizzare i fusò un’azienda napoletana ha messo in mostra il lato B di sette ragazze con lo slogan “Il panorama più bello del mondo“.

Manifesto sessista a Posillipo, le critiche

Ma il Golfo di Napoli si intravede solo in lontananza. Come riporta La Repubblica Napoli, sul tema è intervenuta l’assessora alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante.

Senza scandalizzarci, in quanto vedo in giro manifesti ben più “fastidiosi” di aziende famose e con testimonial altrettanto famose, mi rattrista molto il messaggio in esso contenuto: ancora una volta, ancora oggi, la donna viene resa oggetto e apprezzata per tutto, fuorché per ciò che realmente la caratterizza, rappresenta e la valorizza: intelligenza, sensibilità, resilienza“, ha detto l’assessora.

E’ riprovevole dover commentare ancora una volta l’utilizzo materiale del corpo delle donne per la solita pubblicità sessista spalmata in bella vista per le strade della città. Una cosa che nel 2022 ci aspettavamo fosse superata, ma evidentemente c’è chi non ha interiorizzato il cambiamento culturale del Paese. Aggiungo che, come stabilito dal decreto Infrastrutture dello scorso novembre, le affissioni di questo tipo vanno immediatamente rimosse, spero si proceda in questo senso nel più breve tempo possibile“, commenta la consigliera comunale di opposizione Alessandra Clemente.

E’ triste pensare che nel 2022 si debba ancora utilizzare il sedere di una donna per fare pubblicità, facendo passare in secondo piano la bellezza della nostra città. Un’iniziativa di pessimo gusto a mio parere, tanto che non si capisce nemmeno cosa si sta pubblicizzando“. Così Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde.

Il comunicato di replica dell’azienda napoletana

Alle accuse di sessismo dell’articolo di questa mattina e alla dichiarazione della Clemente e dell’assessore alle pari opportunità Emanuela Ferrante arriva la risposta del brand in un comunicato ufficiale.
L’azienda celebra Napoli e la donna, nulla ha a che fare con il sessismo anzi, il brand tutto napoletano fondato da Alice Alotti e Stefania Avallone, ha al centro le donne di tutte le età e di tutte le taglie. C’è perfetta connessione tra il panorama di Napoli, il più bello del mondo e le figure femminili: non modelle, ma sette donne comuni, dai 15 ai 50 anni, chiamate a celebrare la passione per lo sport. Il senso del messaggio pubblicitario va ben oltre la visione distorta attribuitagli da occhi che vedono del “marcio” anche dove non c’è. Probabilmente le critiche sono
mosse da chi, oramai disabituato al bello, legge solo uno sterile richiamo al “lato B”, invece di soffermarsi sull’incantevole scorcio del golfo di Napoli al tramonto, sui colori, tutt’altro che tristi, e sul predominante abbraccio. Inutile dire che la scelta della prospettiva è dettata dalla presenza del logo aziendale sul retro-bustino.
L’idea della pubblicità nasce da una iniziativa assai lontana dalla mercificazione del corpo femminile. Un divertente “dietro le quinte” racconta di una foto nata per caso, al termine di una sessione di allenamento, in cui le atlete divenivano “modelle per caso” nell’incantevole scenario ripreso da Riva Fiorita!
La condivisione nel gruppo delle allieve dopo poco, con l’entusiasmo di tutte – ovviamente scaturito dall’unicità e dalla bellezza dello scatto – si trasformava nel manifesto 6 x 3 orgoglio dell’azienda!
“Un meraviglioso abbraccio di donne che tra loro si sostengono senza nessuna posa
provocatoria e nessuna volgarità”. Questo è l’unico significato da attribuire alla fotografia. “L’accusa di sessismo finisce per mostrarsi inutile e bigotta soprattutto in una società che ci ha abituato a tutt’altre scene “sessiste”. Resta poi difficile immaginare una campagna pubblicitaria di un brand tutto femminile e napoletano
privo di riferimenti alle donne ed alla città! L’azienda progetta e realizza leggings per lo sport con un prodotto 100% made in Italy, o meglio made in Naples, che assicura lavoro ad imprese locali. “Nessuna discriminazione sessista, siamo per l’integrazione assoluta di tutte le donne”, dichiara Stefania Avallone consulente marketing e co-founder dell’azienda. A chi, forse troppo frettolosamente, si è lanciato nei giudizi riportati sulla testata “La
Repubblica” sfugge che resilienza, intelligenza e sensibilità sono i capisaldi del progetto. Ispirata dall’immagine icona di VOGUE, celebrativa della bellezza al femminile di tutte le donne, diverse per fisicità e nazionalità, l’azienda celebra la mission con lo slogan “Le gambe SEMPRE e comunque belle…”.
Il team, costituito da sole donne in una città dal retaggio maschilista e non al passo con i tempi, portano in Italia e nel mondo le capacità, la creatività e l’intelligenza delle donne napoletane.
Chi ha avuto il coraggio in un momento economico e sociale così difficile, chi ancora riesce ad avere ottimismo, chi con le proprie forze ed uno strenuo impegno ha tentato di lanciare un messaggio tutt’altro che sessista, andrebbe sostenuto e non attaccato dalle istituzioni oggi oberate da allarmanti problematiche che stanno portando al
collasso non poche aziende orgoglio del made in Naples.

Non è piaciuto il paragone col panorama

Che l’azienda, che pubblicizza fusò, abbia messo in un manifesto delle ragazze con il lato B in evidenza è abbastanza normale. La cosa che indigna però è il paragone con il panorama di Napoli ed il gioco di parole che vi si nasconde dietro, studiato di proposito per attirare lo sguardo dei passanti. Le ragazze immortalate nella foto, come afferma l’azienda, pare siano donne comuni scelte tra giovani e più mature. Eppure i fisici mostrati sono tutt’altro che “normali”, poche si riuscirebbero ad identificare in uno di questi. In fondo come diceva Oscar Wilde, “Nel bene o nel male, purché se ne parli”, dunque l’obiettivo della campagna pubblicitaria pare sia stato centrato in pieno.

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