Guerra in Ucraina, una donna napoletana: “I miei nipoti sono lì mentre cadono le bombe”

Sono giorni di angoscia e di terrore per Concetta Chierchia, donna di 47 anni di Vico Equense i cui nipoti vivono a pochi chilometri da Kherson, città che in queste ore sarebbe caduta in mano ai russi. A dare voce a questa storia e all’appello alle Autorità italiane, affinché si attivino per far tornare in Italia i due bambini e sua madre, una donna ucraina che è la compagna di suo fratello, è il Corriere del Mezzogiorno.

Chierchia è stata intervista da Fabrizio Geremicca il primo marzo. “In questo momento, mentre sto parlando con lei, nelle strade del centro di Kherson stanno sparando. Maria ed i bambini sono a casa della mamma di lei, che è in periferia. Si sono barricati. Porte e finestre sbarrate. Percepiscono i colpi in lontananza”. Il giorno dopo l’aggiornamento: “I russi sono in città. Lei ed i bimbi continuano a stare barricati in casa. Sentivo i bombardamenti al telefono”.

Le difficoltà nella fuga

La madre dei bambini e suo fratelli si sono conosciuti in mare, poiché entrambi marittimi. I loro figli hanno rispettivamente quasi un anno e tre anni; in un primo momento la donna era rimasta nella propria abitazione, poi ha raggiunto sua madre per mettere insieme i contanti per l’acquisto di cibo. La strada più vicina per mettersi in salvo è quella verso la Moldavia, che tuttavia dista ben 900 chilometri: troppi con due bambini minuscoli.

Non è detto neanche che una volta raggiunta la frontiera sia semplice uscire dall’Ucraina: “Due amici di mio fratello, dopo che hanno impiegato quattro giorni per uscire da Odessa sono stati obbligati a tornare indietro quando erano ormai alla frontiera. C’erano trentacinque chilometri di fila e rimanere lì era troppo pericoloso”. Da qui l’appello al ministro degli Esteri ed all’Ambasciata: “C’è bisogno che qualcuno vada a prendere lì Maria ed i suoi bimbi. Leo ed Alex sono cittadini italiani. Non abbandonateli”.

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