De Luca: “Non siamo riusciti a impedire la guerra. C’è una responsabilità anche dell’Occidente”

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del consueto aggiornamento alla cittadinanza, ha parlato nuovamente della guerra in Ucraina sottolineando il ruolo dell’Occidente.

De Luca sulla guerra in Ucraina: “C’è una responsabilità anche dell’Occidente”

Queste le sue parole: “Avremmo voluto non parlare oggi di guerra in Ucraina ma siamo obbligati a farlo. Abbiamo nel covid residence della Napoli 103 persone di cui 40 minori. Fra queste persone abbiamo 20 positivi, 13 adulti e 6 minori che sono in cura. Abbiamo accolto oltre 3.500 persone solo a Napoli e stiamo proseguendo in un’attività doverosa di accoglienza per chi fugge dall’Ucraina.

“La prossima settimana l’azienda regionale di trasporto, l’Air, organizza, con la parrocchia ucraina di Caserta, un viaggio in Ucraina. Partiranno due pullman che trasporteranno medicinali e derrate alimentari. Al ritorno, poi, porteranno in Italia 100 profughi. Sono aperte fino a lunedì 21 marzo presso le sedi di Avellino e Caserta due punti di raccolta per medicinali, kit di primo soccorso, prodotti per l’igiene intima, disinfettanti, mascherine, guanti e alimenti”.

“Nel frattempo abbiamo curato al Monaldi di Napoli una ragazza ucraina di 26 anni, Julia, affetta da cardiopatia e una grave ipertensione polmonare. Ho fatto poi un decreto per approvare una convenzione con gli albergatori per accogliere famiglie di profughi nelle strutture ricettive. Possiamo accoglierli e dare anche lavoro stagionale nel settore turistico, agricolo, agro-industriale”.

“Da queste tre settimane di guerra vengono fuori alcune cose chiare. La prima è la resistenza straordinaria del popolo ucraino. La sensazione che si ha è che la Russia si sia impantanata in questa guerra di fronte alla forza ideale mostrata dagli ucraini. Da quello che si percepisce ci sono più morti dalla parte dei russi che degli ucraini. E’ diventata una guerra atroce anche per gli invasori. L’altra cosa che mi colpisce è che mancano oggi sulla scena mondiale le grandi personalità politiche, di grande valore morale, che avrebbero potuto svolgere un ruolo di dialogo per evitare questo conflitto”.

“Non vedo grande efficacia nell’azione diplomatica per arrivare a cessare il fuoco. Il cessate il fuoco è oggi la priorità assoluta perché la gente muore. Ho la sensazione sgradevole che ci sia una guerra per procura fatta dagli altri su commissione e questa è una cosa sconvolgente”.

Quanto al ruolo dell’Occidente: “Quello che mi amareggia è che noi probabilmente avremmo avuto la possibilità di togliere alla Russia l’unico argomento che ha utilizzato per invadere l’Ucraina cioè l’ingresso nella Nato. Oggi sento di parlare di un percorso di neutralità. Se lo avessimo detto 4 mesi fa si sarebbe chiuso in un angolo Putin. Avremmo eliminato l’unico argomento dell’invasione”.

“Alla fine si farà un compromesso che prevede anche il non ingresso nella Nato. C‘è da stare male nel pensare che questa iniziativa avrebbe evitato un bagno di sangue. Nessuno di noi è certo di questo ma sicuramente avrebbe chiuso in un angolo Putin togliendogli l’unico argomento che ha utilizzato”.

“Putin ha commesso un grande errore, ha utilizzato la logica della guerra preventiva ma è stata la stessa sulla base della quale è stato invaso l’Iraq, la Siria. Solo sei mesi fa eravamo in Afghanistan dopo dieci anni di invasione e lo abbiamo lasciato nelle mani dei talebani abbandonando al loro destino quegli afghani che avevano creduto nell’Occidente”.

“Dobbiamo comprendere che l’acquisizione dei grandi valori dell’umanesimo occidentale è un percorso lungo da compiersi. Noi dobbiamo dialogare e trovare punti di equilibrio per garantire la pace e non avere un mondo di terrore e sangue”.

“C’è da essere amareggiati per non essere riusciti a impedire la guerra, c’è una responsabilità anche dell’Occidente, si poteva fare qualcosa di più. In ogni caso il bagno di sangue è in corso e la priorità oggi è bloccarlo, trovare un attimo di respiro per arrivare ad un compromesso. Non mi pare che in Italia ci siano spazi per riflessioni di respiro ma molti opportunismi, tensioni, ideologismi e poco lavoro rispetto ad una domanda: come si esce da questa tragedia. Soprattutto come usciamo creando le condizioni per una pace stabile non creando condizioni di squilibrio che ci porteranno alla guerra magari tra qualche anno. Io sono fra quelli che hanno ritenuto sbagliato non far partecipare alle paraolimpiadi gli atleti russi disabili. Non possiamo creare sorgenti di odio e divisione”.

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