Il professor Orsini: “Amo profondamente Napoli. Orgoglioso di essere napoletano e meridionale”


Le polemiche sulla cancellazione, da parte della rai, del contratto con Alessandro Orsini per quanto riguarda il compenso per la sua partecipazione a Cartabianca hanno provocato una curiosità a volte morbosa per i particolari della sua vita privata. Una curiosità di fatto ingiustificata, visto che del professor Orsini all’opinione pubblica dovrebbe interessare solo il punto di vista sulla guerra in Ucraina e come questa potrebbe avere delle conseguenze sull’Italia.Il suo pensiero, frainteso, ha fatto giungere molti alla conclusione che sia filo-russo, una sorta di soldatino di Putin, quando in realtà già negli anni scorsi aveva auspicato maggiori sanzioni contro la Russia per evitare che potesse arricchirsi ed armarsi.

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Su molti quotidiani, così, stanno uscendo articoli a lui dedicati dove si cerca di mettere in cattiva luce anche suoi pensieri espressi molto tempo fa e che nulla hanno a che vedere con la questione ucraina. Tra questi, alcuni post su Napoli ed i napoletani. A tal proposito Alessandro Orsini ci tiene a precisare che “amo profondamente la mia città e sono super-fiero di essere napoletano e, più in generale, di essere meridionale”.

“So che molti stanno frugando nella mia vita privata – scrive il professor Orsini su Facebook – Chiedo una gentilezza a tutti coloro che mi conoscono: non rivelate informazioni su di me. La mia riservatezza è legata a un tratto caratteriale, ma c’è dell’altro. La natura del mio lavoro mi espone a un certo tipo di pericoli da sempre. E’ necessario che le informazioni sulla mia famiglia non vengano divulgate perché questo potrebbe compromettere la mia incolumità e quella dei miei cari. So anche che molti stanno frugando nei miei post Facebook più antichi. Vi prego di frugare bene e di non tagliare o selezionare strumentalmente soltanto ciò che è comodo per attaccarmi. Ad esempio, i miei post su Napoli sono numerosi, ma tutti conducono alla stessa conclusione: amo profondamente la mia città e sono super-fiero di essere napoletano e, più in generale, di essere meridionale. Quanto ai miei post sui bimbi africani che annegano nel Mediterraneo, vengono strumentalizzati e deconstestualizzati. Ho scritto quei post IN DIFESA DEI BAMBINI AFRICANI e non certamente contro gli immigrati. Accuse grottesche. Ho scritto un libro intitolato “Viva gli immigrati” e ho dedicato la mia vita a lottare contro ogni forma di razzismo e di antisemitismo”.


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