Quarta dose, arriva la decisione dell’Ecdc ed Ema: “Non per tutti, ok per over 80”

quarta doseCon l’avvicinarsi dell’estate e l’aumento della temperatura, anche gli anni passati abbiamo notato come i casi covid diminuissero. Per questo molti si domandavano se era necessaria una quarta dose dato che ormai sono trascorsi più di tre mesi dalla terza per quanto riguarda determinate categorie professionali che si sono vaccinate prima di altre.

ECDC ED EMA SULLA QUARTA DOSE DI VACCINO ANTI COVID

Ieri è arrivata la risposta del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e della task force Covid-19 dell’Ema: la quarta dose non è necessaria per tutti. In una nota si legge:

È troppo presto per prendere in considerazione l’utilizzo di una quarta dose di vaccini Covid-19 mRNA (Comirnaty di Pfizer e Spikevax di Moderna) da somministrare a tutta la popolazione. Una quarta dose (o un secondo richiamo) può essere somministrata agli adulti di età pari o superiore a 80 anni dopo aver esaminato i dati sul rischio più elevato di contagio e di aggravamento, nonché sulla protezione fornita da una quarta dose. Attualmente non ci sono prove chiare nell’Ue che la protezione del vaccino contro la malattia grave stia diminuendo in un’età compresa tra 60 e 79 anni e sotto i 60 quindi nessuna chiara evidenza a sostegno dell’uso immediato di una quarta dose“.

RICHIAMO ANNUALE?

L’idea è quella di un richiamo annuale o quanto meno aspettare l’autunno, e quindi un nuovo picco di contagi, che molto probabilmente arriverà con nuove varianti:

Poiché le campagne di rivaccinazione potrebbero iniziare in autunno, le autorità valuteranno il momento migliore per dosi aggiuntive, possibilmente sfruttando i vaccini aggiornati. Alla fine di marzo 2022, l’83% degli adulti aveva ricevuto vaccinazioni iniziali complete e solo il 64% aveva ricevuto una dose di richiamo. Le prove sugli effetti di una quarta dose provengono in gran parte da Israele, dove i dati indicano che un secondo richiamo somministrato almeno 4 mesi dopo il primo richiamo ripristina i livelli di anticorpi senza sollevare nuovi problemi di sicurezza. I dati suggeriscono anche che un secondo richiamo fornisce una protezione aggiuntiva contro malattie gravi, sebbene la durata dei benefici non sia ancora nota e le prove siano ancora limitate“.

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