Fondazione Gimbe: “Netto calo dei contagi ma circolazione troppo elevata, non togliamo le mascherine al chiuso”

gimbe mascherineArrivano gli ultimi dati della Fondazione Gimbe relativi alla settimana che va dal 13 al 19 aprile. Complice il periodo pasquale, in molti hanno preferito non fare tamponi (-20%) e ciò ha comportato un netto calo dei casi covid. Per il presidente Nino Cartabellotta la circolazione del virus è ancora troppo alta e bisognerebbe aspettare nel togliere l’obbligo di mascherina al chiuso (in vigore in alcuni luoghi a partire dal 1 maggio).

FONDAZIONE GIMBE: NO STOP MASCHERINE AL CHIUSO

Queste le parole del numero uno di Gimbe alle agenzie di stampa:

A una decina di giorni dal primo maggio, data in cui dovrebbe decadere l’obbligo delle mascherine al chiuso, tutte le curve (nuovi casi, ricoveri, terapie intensive, decessi) si mantengono in una fase di plateau con lieve tendenza alla flessione. Tuttavia, la circolazione del virus rimane ancora molto elevata: il numero di positivi, verosimilmente sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri si mantengono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Di conseguenza, abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso è una decisione molto avventata“.

Il presidente spiega i motivi per cui sarebbe meglio non toglierla, avvalorato anche da alcuni dati (ieri in Campania si sono registrati oltre 12 mila casi):

Innanzitutto, nei locali affollati e/o scarsamente aerati la probabilità di contagio è molto elevata; in secondo luogo, la vaccinazione offre una protezione parziale dal contagio; infine, ci sono milioni di persone suscettibili, non vaccinate o senza booster. Utile ribadire che la protezione individuale è massimizzata con la mascherina Ffp2 e non con quella chirurgica, poco efficace nei confronti di omicron“.

I DATI IN CALO

Nel dettaglio i dati mostrano:

Una netta riduzione dei nuovi casi (353.193 contro 438.751) in tutte le regioni, su cui pesa il sensibile calo dell’attività di testing. Sono 72 le province con incidenza superiore a 500 casi per 100mila abitanti. occupazione dei posti letto stabile in area medica (+7) e in riduzione nelle terapie intensive (-41). Sono in calo anche i decessi (861)“.

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