27 aprile 1982, le Brigate Rosse uccidono l’Assessore Delcogliano e il suo autista: attentato a Napoli in pieno giorno

delcogliano iermano
Foto fb De Luca

Era il 27 aprile del 1982 quando un attentato uccise l’assessore al lavoro e alla formazione professionale per la Democrazia Cristiana Raffaele Delcogliano e il suo autista. Il politico era nato a Benevento nel ’44 e fu ucciso dalle Brigate rosse. Quarant’anni dopo il suo ricordo è ancora vivo nella mente di tutti.

L’ATTENTATO DOVE PERSERO LA VITA DELCOGLIANO E IERMANO

Come reso noto dal sito vittimeterrorismo.it:

Due terroristi a bordo di una moto, dopo aver costretto l’auto blindata a fermarsi in una via di Napoli, colpirono a morte l’assessore al lavoro della Campania per la Democrazia Cristiana, Raffaele Delcogliano, e il suo autista, Aldo Iermano. L’attentato fu rivendicato dalle “Brigate Rosse – Partito della guerriglia” (BR-PG), che, dopo gli arresti di militanti e dirigenti subiti nel gennaio 1982, disponeva di sole due cellule attive: quella di Torino – che, nell’ottobre 1982, avrebbe ucciso le guardie giurate Sebastiano D’Alleo e Antonio Pedio – e quella napoletana. Ad appartenenti delle BR-PG, le sentenze addebiteranno gli omicidi dell’assessore e del suo autista oltre che quelli, del luglio 1982, del vice Questore Antonio Ammaturo e dell’agente Pasquale Paola“.

La Fondazione Polis racconta brevemente la carriera di Delcogliano e i motivi che hanno portato al suo omicidio:

È uno degli astri nascenti della politica beneventana, già consigliere comunale del capoluogo sannita. Siamo alla vigilia di una serie di iniziative regionali da intraprendere nel campo del lavoro e Delcogliano sembra con i suoi programmi essere l’uomo di punta di una serie di forti innovazioni. È il periodo del sequestro Cirillo. Una moto costringe l’auto blindata, guidata dal fedelissimo Aldo Iermano, sulla quale viaggia Delcogliano, a fermarsi. Siamo in pieno centro a Napoli, sotto la luce del sole e davanti a tantissimi testimoni. Una serie incredibile di colpi d’arma da fuoco viene esplosa contro i due beneventani, autista ed assessore, che restano uccisi. Il delitto viene subito attribuito alle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia. A Raffaele Delcogliano è stata intitolata la biblioteca del Consiglio regionale della Campania. In occasione del 30° anniversario della morte di Iermano e Delcogliano, si è voluto onorare la loro memoria dedicando alle due vittime una formella della nuova porta di bronzo della Cattedrale di Benevento. Presso il Consiglio regionale della Campania viene inaugurata, nel mese di settembre 2017, la biblioteca intitolata a Raffaele Delcogliano. A Faicchio, nel mese di novembre 2018, si svolge la cerimonia di intitolazione della strada in cui è sito l’Istituto Superiore di Faicchio, “Via Raffaele Delcogliano e Aldo Iermano”. L’omicidio di Delcogliano e Iermano è ricordato nel libro “Il patto Infame” di Caselli e Grimaldi, edito Melampo, e nel libro “La sedia vuota” di Raffaele Sardo, edito da IOD e promosso dalla Fondazione Polis“.

IL RICORDO DI DE LUCA

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in un post ha voluto ricordare le due vittime di quell’attentato:

A quarant’anni dal brutale omicidio, ricordiamo Raffaele Delcogliano, all’epoca dei fatti assessore regionale, e Aldo Iermano, suo autista, vittime della follia assassina delle Brigate Rosse e di una stagione in cui l’ideologia degli opposti estremismi ha prodotto lutti e ferite ancora non del tutto rimarginate nel nostro Paese. È doveroso ricordare le figure di Delcogliano, di Iermano e di tutti i servitori dello Stato che hanno perso la vita per difendere la legalità e le istituzioni democratiche. Un abbraccio a tutti i familiari delle vittime innocenti del terrorismo e di ogni genere di violenza criminale“.

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