Rifiuti, l’Europa riduce la sanzione per la Campania: dovrà pagare 20 milioni invece di 40

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Immagine di repertorio

La Commissione Europa ha deciso di ridurre la sanzione che la Regione Campania doveva pagare per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. La cifra quindi scende da 40 milioni di euro a 20. Come spiegato in un comunicato dalla Città metropolitana di Napoli, la riduzione è stata ottenuta grazie alla decisione di assegnare alla S.A.P.NA., (società di gestione dei rifiuti di proprietà della Città Metropolitana di Napoli) lo smaltimento delle ecoballe stoccate nei siti di Pascarola e di Taverna del Re.

RIFIUTI, DIMEZZATA LA SANZIONE ALLA CAMPANIA

Una buona notizia per la Regione:

La Commissione Europea, dopo aver valutato le informazioni trasmesse dalle Autorità italiane, con la quale è stata fornita prova del collaudo e della messa in funzione dell’impianto di Caivano, destinato a trattare una parte consistente di rifiuti storici, pari a circa 2 milioni di tonnellate, per la produzione di combustibile solido secondario, ha deciso di dedurre dalla penalità giornaliera dalla Procedura Europea di infrazione assegnata per lo stoccaggio eccessivo di rifiuti in campania. La decisione ha tenuto anche conto che il termovalorizzatore di Acerra, già sopperisce, al fabbisogno di incenerimento dei rifiuti municipali ordinariamente prodotti. La penalità dovuta per il dodicesimo semestre è stata, pertanto, quantificata in 20.400.000, euro a fronte dei 40 milioni precedentemente assegnati.

Il risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione di tutte le Amministrazioni coinvolte che ha consentito, attraverso un complesso e delicato negoziato con la Commissione europea, la riduzione della penalità inflitta con criterio “non degressivo” dalla Corte di Giustizia. Sarà dunque la S.A.P.NA., la società di gestione dei rifiuti di proprietà della Città Metropolitana di Napoli, in base all’accordo di Programma tra Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, ad effettuare gli interventi necessari per consentire lo smaltimento delle ecoballe stoccate nei siti di Pascarola e di Taverna del Re negli impianti previsti presso lo Stir di Caivano. Non ci sarà alcun esborso da parte della Regione Campania, cui compete l’attività di smaltimento: il costo delle attività previste, pari a circa 16 milioni di euro, costituirà oggetto di compensazione di corrispondenti crediti che l’Ente di Santa Lucia vanta nei confronti della società metropolitana per il conferimento di rifiuti nel termovalorizzatore di Acerra, consentendone così un più rapido recupero.

La società in house di piazza Matteotti S.A.P.NA provvederà a realizzare gli interventi di caratterizzazione, classificazione, smassatura e trasporto fino all’ingresso dello Stir di Caivano (dove insiste uno specifico impianto a 2 linee previsto dalla Struttura di missione della Regione Campania, già completato) delle 300mila tonnellate di rifiuti stoccate a Pascarola e delle 400mila stoccate a Taverna del Re”.

LE PAROLE DI MANFREDI

Il sindaco di Napoli si è detto soddisfatto per questo risultato:

La Città Metropolitana di Napoli grazie al lavoro in sintonia con la Regione Campania in un’ottica di massima cooperazione tra le Istituzioni, è riuscita a mettere a segno un risultato storico che affronta in maniera decisiva la delicata questione dello lo smaltimento delle ecoballe, da cui dobbiamo liberarci il più in fretta possibile“.

La Corte di Giustizia europea, con sentenza del 16 luglio del 2015, aveva condannato il nostro Paese, con riferimento alla gestione dei rifiuti in Campania, a pagare alla Commissione europea una sanzione forfettaria di 20 milioni di euro, nonché una penalità giornaliera di 120mila euro per ciascun giorno di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza e fino alla completa esecuzione della stessa. La penalità dovuta adesso per il dodicesimo semestre è stata, pertanto, quantificata in venti milioni quattrocentomila euro (EUR 20.400.000) e dovrà essere versata, secondo le modalità indicate nella citata nota, entro 45 giorni di calendario a decorrere dal 1° aprile 2022 (data di ricezione da parte della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea), pena l’applicazione degli interessi di mora, oltre che la possibile apertura di una procedura di compensazione. Già nel 2016 l’Unione europea si era congratulata con la Campania per i passi in avanti fatti.

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