La Lucarelli col covid perde il gusto: “Come sarebbe il mondo senza il sapore di pizza? Una me**a”

Lucarelli covid
Foto fb Lucarelli

In questi giorni non si parla d’altro che di pizza. Da quella di 60 euro venduta nella catena dei locali di Flavio Briatore a quelle a 4/5 euro servite a Napoli. Questa pietanza piace da Nord a Sud e conquista i palati di tutti. Ed è proprio il sapore di pizza ad essere stato usato dalla Lucarelli per fare un esempio di cosa voglia dire perdere il gusto.

LA LUCARELLI COL COVID NON SENTE I SAPORI E PARLA DELLA PIZZA

La Lucarelli ha infatti scritto un post nel quale spiega che nei giorni scorsi ha contratto il covid. Il virus le ha fatto perdere il gusto e l’olfatto:

Sono stata più di due anni senza prendermi il Covid e alla fine a maggio me lo sono presa (credo da mio figlio). Non ne ho parlato perché la questione mi pareva francamente di scarsa importanza, perché ho avuto rispetto per chi ha avuto a che fare con le conseguenze peggiori, perché avevo la nausea di bollettini altrui con foto di tamponi e tachipirine e facce smunte e battute sceme. Non so che variante abbia avuto, immagino una delle ultime che hanno nomi inaccessibili così se non sappiamo come si chiamano non esistono e via. Ad ogni modo, non è stata una semplice influenza. Niente di serio, per carità, ma è bene sapere che questa variante può non essere simpatica. Nel mio caso mi ha portato raffreddore tipo sinusite, tosse, perdita di sapori e odori per un paio di settimane, mal di gola per un paio di giorni e come primo sintomo, mal di pancia tipo crampi come primo sintomo assieme al mal di gola (passati subito), fiato corto e la sensazione non di avere la febbre (mai avuta) ma di avere appena sfebbrato. Mi sono negativizzata in 10 giorni, non mi sono sentita bene per un po’, adesso sto molto bene. Per la cronaca, al rapido ero negativa, ho dovuto fare un molecolare perché ero sicura di averlo. Siamo nella fase “ma sarà l’aria condizionata” e spesso ci fa comodo pensarla così“.

Un post che serve per sottolineare come si debba continuare a mantenere alta la guardia ma anche, simpaticamente, per rimarcare quanto è buona la pizza e che mondo sarebbe senza.

Da questo si imparano due cose: la prima è che nella fase attuale uno può prendere tutte le precauzioni ma il Covid se lo piglia (non si fanno uscire i figli di casa, per dire?). La seconda è che come sempre c’è un’estrema variabilità nelle reazioni (io credevo di essere wonder woman) e alla fine nessuno di noi può sapere che sintomi avrà, io per esempio sono rimasta sorpresa dalla perdita di gusto e olfatto, pensavo fosse roba della prima ondata e ora ho visto come sarebbe il mondo senza sapere di che sa la pizza: una merda.

IL CONSIGLIO

Infine una raccomandazione per tutti:

Comunque, è evidente che ormai è autogestione più totale. In linea generale gli asintomatici entrati in contatto con positivi non fanno più tamponi e i sintomatici lievi fanno finta di niente o si fanno il tampone a casa, senza segnalarlo alla asl. Poi ognuno agisce secondo coscienza. Non esiste più alcun contenimento, solo norme simboliche. Per ora regge, ma senza il buonsenso ci sarà sempre qualche morte inutile in più, teniamolo a mente”.

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