Maxi truffa all’assicurazione: le false vittime si facevano rompere i denti o fratturare gli arti

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Immagine di repertorio

Una maxi truffa assicurativa è stata scoperta dalla Procura di Avellino e riguarda oltre 250 indagati tra medici, avvocati, titolari di studi di infortunistica stradale. Questa mattina oltre cento carabinieri del Comando provinciale di Avellino hanno eseguito undici misure cautelari e il sequestro preventivo di beni mobili e immobili nei confronti di altrettante persone sospettate di far parte di una organizzazione criminale dedita alle truffe assicurative.

SCOPERTA UNA MAXI TRUFFA ASSICURATIVA

C’era addirittura, come si legge da un comunicato diffuso dalle agenzie di stampa, chi era disposto a farsi rompere i denti per truffare l’assicurazione. Venivano infatti reclutate delle persone dai componenti di tre distinti gruppi di truffatori. Essi avevano qualsiasi età, i malviventi non guardavo in faccia a nessuno e reclutavano anche minorenni o persone affette da gravi patologie per ottenere dalle compagnie assicurative risarcimenti per incidenti stradali mai avvenuti. In alcuni casi, le false vittime dei sinistri, per ricevere maggiori compensi, acconsentivano a farsi rompere i denti e a procurarsi fratture agli arti.
Undici, complessivamente, le persone raggiunte da altrettante ordinanze cautelari del Gip di Avellino su richiesta della Procura, (quattro in carcere, quattro ai domiciliari, una con obbligo di dimora e due sospese dall’esercizio della professione di consulente per infortunistica stradale) e altre 267 risultano indagate.

L’INDAGINE DELLA PROCURA

La Procura ha svelato in parte come funzionavano le truffe:

L’organizzazione risulta aver precostruito 74 falsi sinistri stradali, per un potenziale danno economico alle compagnie assicurative coinvolte pari a circa 600.000 euro (di cui oltre 270.000 circa già liquidati a favore delle false vittime degli incidenti)“.

Incidenti che avvenivano in zone dove non c’erano le telecamere.

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