Napoli, datore di lavoro cerca “schiavi”: 280 euro al mese per 10 ore al giorno


I giovani non hanno voglia di lavorare… Il reddito di cittadinanza ha peggiorato la situazione: le persone preferiscono stare a casa. Quante volte lo abbiamo sentito dire?

Però pochi parlano dello sfruttamento da parte degli pseudo-imprenditori e dei datori di lavoro che offrono impieghi per pochi spiccioli al mese. Le cose poi si aggravano quando ci si trova di fronte le donne o i giovani. Anelli più deboli delle fasce lavorative.

Napoli, datore di lavoro cerca “schiavi”: 280 euro al mese per 10 ore al giorno

Il video in questione è stato segnalato da un utente al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che ha visto la denuncia da parte di questa ragazza. La giovane racconta dell’offerta di lavoro nella quale si è imbattuta: 10 ore di lavoro al giorno per 280 euro al mese.

Francesco, ascolta l’esperienza di questa ragazza imbattutasi in questa offerta di lavoro: 10 ore al giorno per una retribuzione di 280 euro mensili. Ma siamo sicuri che i giovani non vogliano lavorare o invece sono certi pseudo-imprenditori a non avere voglia di dare lavoro (quello nel vero senso della parola)?”. Scrive l’utente.

La colpa non è del Reddito di Cittadinanza

Tante sono ormai le persone che incolpano il Reddito di cittadinanza per la mancanza di lavoratori lamentata da numerose imprese: scarseggiano camerieri, lavapiatti, cuochi, baristi, pizzaioli e così via, molti dei quali sarebbero stati assunti per la stagione estiva. Secondo i detrattori del sussidio statale, i ragazzi preferirebbero restare a casa perché pigri: tanto lo Stato assicura lo stipendio.

Nessuno parla del perché i giovani disoccupati preferiscono non accettare quei lavori, ed ossia gli stipendi da fame a fronte di orari di lavoro a limite della schiavitù. Per tutte queste persone, presunti imprenditori e simili, un lavoratore dovrebbe accettare uno stipendio di neanche mille euro al mese per lavorare anche 14/16 ore al giorno, inclusi fine settimana e festivi (senza indennità), magari a nero e senza alcuna tutela.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Francesco Borrelli (@francescoemilioborrelli)


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI