Napoli Pride 2022, la madrina è Bianca Guaccero: gli ospiti vip presenti sul palco

La madrina del Napoli Pride 2022 è Bianca Guaccero, artista che stimo tanto e che da sempre si batte a favore dell’inclusione e contro le discriminazioni di ogni genere“, ad annunciarlo è il direttore artistico Diego Di Flora, per la terza volta alla guida dell’evento cittadino. “La sua eleganza disarmante riesce a comunicare anche con chi è più ostile nel comprendere che nel 2022 i diritti devono essere uguali per tutti. E poi è anche una bravissima cantante e sabato sul palco ci farà un ulteriore regalo“.

Napoli Pride 2022, tanti gli ospiti

Sono tanti gli ospiti che saliranno sul palco del lungomare di Napoli. “Come lo scorso anno vorrei poter coinvolgere tutti i napoletani. Quindi la scelta artistica spero accontenti un po’ tutti. Partiamo dalla scelta dei presentatori che ho fortemente voluto perché so che saranno degli ottimi padroni di casa e parlo della showgirl Teresanna Pugliese e del ballerino Vito Coppola. Punto molto su di loro e so che non mi deluderanno. Tra gli ospiti la straordinaria Valeria Marini, Alexia, Maria Mazza, Marco Carta, Virginio, Priscilla, Vergo, Mavi, Rosario Miraggio, Emiliana Cantone, Mr.Hyde, Rico Femiano, Antonino e la drag queen Bellatrix. Le coreografie sono di Vincenzo Durevole e la regia è di Enzo Liguori e Francesco Mastandrea“, ha proseguito.

La parata torna dopo due anni di stop a causa del Covid con la partenza alle ore 17 di sabato 2 luglio da Piazza Municipio e finirà sul lungomare dove inizierà lo show. “Mi aspetto una grande festa che possa essere condivisa da tutti. Lo scorso anno mi sono molto emozionato nel vedere in mezzo alla folla tantissimi bambini. È un segnale importante per il Pride”, ha raccontato.

All’evento hanno aderito le associazioni Antinoo Arcigay Napoli, Alfi le maree, Associazione Trans Napoli, le cui presidentesse sono rispettivamente Daniela Falanga, Antonella Capone e Ileana Capurro. Tra gli organizzatori figura Antonello Sannino.

Di Flora: “Alcuni artisti volevano soldi per partecipare

Alcuni “artisti”, tra questi anche qualche gay dichiarato, mi hanno chiesto il cachet per partecipare. Ovviamente hanno avuto un secco “no”. Al Pride tutti, compreso il sottoscritto, partecipiamo senza percepire cachet e se uno me lo chiede significa che non ha capito lo spirito dell’iniziativa. Non vuole con la sua arte essere accanto alla comunità ma vuole soltanto lucrare sulla manifestazione. La lista degli artisti su citati è lunga, non farò i nomi perché sono un professionista ma invito tutti i miei colleghi direttori artistici degli altri Pride in tutta Italia ad essere uniti in questo messaggio. Perché è facile per un’artista dimostrare la propria vicinanza alla comunità lgbtq + con un post sui social o con l’arcobaleno su una foto, più lodevole invece è muoversi da casa e venire al Pride e cantare gratis“. ha concluso.


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