Morta per una rapina, pena ridotta per il 20enne. Il figlio: “L’hanno uccisa di nuovo”

Francesco Emilio Borrelli

Napoli – Ridotta la pena al 20enne accusato della rapina, avvenuta il 17 luglio dello scorso anno in via Salvator Rosa, che causò il grave ferimento di Patrizia Petrone: la donna, per le gravi lesioni riportate, dopo sette mesi morì in ospedale. Di qui la rabbia dei familiari, ed in particolare del figlio della vittima, che hanno lamentato il provvedimento a favore del ragazzo.

Ridotta la pena al 20enne della rapina che causò la morte di Patrizia Petrone

Patrizia, titolare dell’Antica Pizzeria Gianni e Genny di salita Tarsia, viaggiava su uno scooter guidato dalla nipote quando subì un tentativo di rapina che la portò a cadere violentemente sull’asfalto, riportando gravi ferite alla testa. Di qui la corsa in ospedale dove, sette mesi dopo, lo scorso febbraio è deceduta all’età di 64 anni.

Ad oggi, uno dei rapinatori accusati di quel sinistro ha ottenuto una riduzione di pena di dieci mesi, da 7 a 6 anni e 2 mesi, braccialetto elettronico e domiciliari, con affidamento a un’associazione presso la quale svolgerà anche attività di volontariato.

I parenti della vittima, atterriti per la decisione, si sono rivolti al consigliere Francesco Emilio Borrelli per denunciare l’accaduto. Tra questi il figlio Gennaro che ha dichiarato: “Hanno ammazzato mia madre ancora una volta. La vita delle persone perbene e innocenti vale davvero poco per la giustizia italiana”.

“Già la precedente condanna era davvero bassa, adesso l’hanno ulteriormente ridotta. Ma questi giudici non capiscono la sofferenza delle famiglie delle vittime? Possibile mai che loro non abbiano sensibilità alcuna verso chi subisce tali atrocità? Noi nostra madre non la vedremo più mentre i suoi aguzzini se la sono cavata praticamente con una pacca sulla spalla”.

“Di fatto la legge italiana sta dicendo che la vita degli innocenti vale molto poco. Ormai la pena è per i familiari delle vittime che non vedranno più i loro cari, non per i criminali” – ha concluso.


 

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