Video. Ecco come a Matrix si parla di Napoli

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Puntata al veleno, quella del talk show di Canale 5, Matrix condotto da Luca Telese e riportato da Il Fatto Quotidiano. Il parapiglia inizia quando Vittorio Feltri, intervenendo a proposito dell’omicidio del giovane Davide Bifolco, difende le forze dell’ordine affermando che ciò che è successo quella notte non poteva essere evitato.

In nessun posto al mondo è possibile forzare un posto di blocco senza correre il rischio di beccarsi una pallottola”, è quanto dichiara con fervore il giornalista e scrittore.

Quella sera non c’era nessun posto di blocco, – ribatte con forza Enrico Fierro, giornalista de IL Fatto Quotidiano- basta leggersi le cronache dei giornali. Si pensava che su quel motorino ci fosse un latitante, cosa smentita dal latitante medesimo. Se vogliamo alimentare l’odio sociale nei confronti delle periferie del nord e del sud, ma soprattutto del sud, allora chiudiamo la discussione e facciamo il processo al morto. Un ragazzo che ha avuto una vita difficilissima per colpa dello Stato, che non costruisce scuole e non le fa funzionare”.

Su questa affermazione si scatena il putiferio. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini inreviene per contestare la tesi sulle responsabilità dello Stato e Fierro gli ricorda lo scabroso video che lo vede protagonista in slogan e cori razzisti contro i napoletani. “Lei taccia – risponde a quel punto Salvini – portategli un’aspirina o una camomilla. Chiamate un carabiniere che gli dica ‘alt’. L’educazione la mamma non gliel’ha insegnata. Il signore è agitato e ha rotto le palle. Io mi alzo e me ne vado. Se devo sentire da un tizio, che va ad intervistare un latitante… lei si dovrebbe vergognare”.

Salvini che si riferisce all’intervista fatta da Fierro al latitante Arturo Equabile, nei giorni scorsi, continua dicendo di non voler discutere con Fierro e Feltri.

I dati su Napoli elencati da Salvini sono anche veri. Ma il suo intervento e quello di Feltri mi danno la certezza del motivo per cui questo Paese è in crisi. Una volta i grandi direttori di giornale, che sono degli intellettuali, avrebbero fatto discorsi meno banali e da ‘bar dello Sport’ “, ribatte Fierro. Mentre Feltri, conclude dicendo e schernendo l’accento partenopeo: ” Le banalizzazioni le fai tu col tuo discorso piagnucoloso e con la tua teoria del pianto. Fai veramente pena. Mi rifiuto di parlare con una persona modesta e intellettualmente rasoterra come te “.

Una vera vergogna assistere ad uno scontro verbale di questo calibro, considerando che al centro della discussione, ci doveva essere un diciassettenne ucciso, la cui giovane vita è stata spezzata e la cui memoria non è in questo modo, per niente onorata.

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