Exit Poll: cosa sono, quanto sono affidabili e come vengono fatti

Exit Poll
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Riecco numeri e percentuali. Dopo mesi di opinioni e sondaggi che hanno tentato di cogliere le intenzioni di voto degli italiani, alle 23 di questa sera quando i seggi elettorali chiuderanno, le tivù a reti unificate o quasi diffonderanno gli exit poll travolgendo i telespettatori con schermate colorate dai simboli dei partiti politici e dalle immancabili percentuali di voto associati ad ognuno  di essi.

Cosa sono

La parola d’ordine che sentiremo pronunciare dai presentatori sarà “prudenza”, perché gli exit poll sono in realtà dei sondaggi. Commissionati per i media ed effettuati su dei campioni più o meno ampi e variegati di votanti all’uscita dei seggi elettorali. I dati sono diffusi a chiusura delle operazioni di voto come stabilito per legge. Le modalità di esecuzione sono due: o si somministra al campione preso in considerazione una finta scheda elettorale dove l’elettore appena uscito dal seggio può ripetere quanto eseguito nell’urna. Oppure rispondere ad una domanda diretta dell’intervistatore. In questo secondo caso è abbastanza evidente che aumenta la possibilità di cadere in errore falsificando l’esito reale dello scrutinio dei voti reali, perché l’intervistato potrebbe più facilmente dichiarare il falso.

Gli exit poll non vanno confusi con le proiezioni

Gli exit poll non vanno confusi con le proiezioni che saranno i dati mostrati qualche ora dopo la chiusura delle urne. In questo caso parliamo di voti reali e non si sondaggio. Una previsione sull’esito finale delle elezioni che si basa sui risultati reali di un numero ridotto di seggi già scrutinati.


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