Elezioni, il giornalista Andrea Scanzi sulla vittoria della Meloni: “Buona catastrofe!”

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Fratelli d’Italia primo partito del nostro Paese. La coalizione guidata dal partito di Giorgia Meloni si attesta intorno ad una percentuale del 44% per entrambi i rami del Parlamento. Segue il centrosinistra con il 26,48% alla Camera e al 26,25% al Senato. Dietro il Movimento 5 Stelle al 15%. Il Terzo Polo di Calenda e Renzi non va oltre il 17% sia in Senato che alla Camera. Male decisamente la lista dell’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Sia alla Camera che al Senato non arriva al 2%.

Fratelli d’Italia primo partito, l’analisi di Andrea Scanzi

E’ andata come era ovvio che andasse: nessuno stupore (e francamente nessun dolore).” – ha commentato sui social il giornalista de Il Fatto Quotidiano Andrea Scanzi.

Premessa. Con alcuni amici avevo scommesso una cena sul risultato di quasi tutte le forze politiche. Ecco le mie. Meloni 28,1; Pd 21; M55 15.9; Lega 9,9; Renzenda 7.8; Berlusca 7; Fratoianni 3.2; Paragone 2.5; Rizzo Orrore 1; De Magistris 1; Di Maio 0.6.
Come vedete, a parte sopravvalutare di due punti Meloni e Pd, ho sbagliato di poco o nulla: era tutto scritto. L’Italia, in politica, non stupisce in positivo quasi mai (il positivo è il 4 dicembre 2016).
Non chiedetemi neanche di essere devastato dal dolore (non lo sono) o preoccupato (lo sono molto di più dal match di padel di domani, giochiamo contro due satanassi). Ho votato (il meno peggio) con entusiasmo zero, sapendo – come ho scritto nell’ultimo libro – che sarebbe andata come e peggio che nel 2001 e 2008: infatti.
Oggi farò vari post, ognuno dei quali analizzerà aspetti specifici delle elezioni. Da domani sarò in tivù e non farò nessuna live sui social (mi annoierei). In questo post farò alcune considerazioni generali“, continua.

– Chi si astiene ha sempre torto e ha regalato ulteriori praterie alla destra. Quindi, cari astenuti, zitti e non rompete i coglioni.
– Non ha vinto il centrodestra, ma la destra. Questi qua, che son poi gli stessi che devastano il paese dal ’94, governeranno 5 anni o giù di lì. Non sperate che litighino: il potere unisce e cementa. Se non altro, molti tra noi torneranno a incazzarsi e indignarsi.
– Il fatto che uno come Berlusconi abbia ancora l’8% e 3 milioni di voti dimostra come questo paese sia politicamente senza speranze, ignorante, egoista, masochista e pure un po’ scemo.
– Salvini è politicamente morto col Papeete 2019, ve lo dico da tre anni (rileggete Il cazzaro verde). Ieri ha avuto luogo il suo patetico de profundis. Il tipo è così incapace che, cinque minuti dopo i primi exit poll che lo davano all’11%, ha esultato ringraziando gli italiani. Dieci minuti dopo era già sotto il 9%. Fa quasi pena e lo faranno politicamente fuori, ma dentro la Lega non c’è nessuno che stia meglio di lui: condoglianze.
– Letta dovrebbe vergognarsi a uscire di casa e ha sbagliato tutto. Dicono che oggi si dimetterà: il minimo sindacale, visto che ha firmato il peggior risultato del centrosinistra nella storia repubblicana (peggio perfino del 1948). Nei seggi uninominali non hanno toccato palla e ieri sera la sfollavoti Serracchiani pigolava pure che “siamo comunque la seconda forza in Italia”. Come se fosse un successo: poro brodo! Il prossimo leader Pd sarà Bonaccini: good luck. Il Pd è al governo dal 2011 (tranne che per il Conte I) senza aver mai vinto mezza elezione. Chissà che anni di opposizione non facciano bene a questo partito che, dalla nascita, su scala nazionale non ne ha indovinata praticamente una.
– I 5 Stelle superano il 15%, un miracolo se pensate al fatto che un mese fa stessero sotto il 10%, e il merito è SOLO di Conte. Chi sognava il 20% ama sognare, chi lo dava per assodato non capisce nulla di politica. Conte farà opposizione e la saprà fare, sperando di non avere troppi casi umani accanto. Al prossimo giro potrà vincere, ma il prossimo giro sarà tra molto tempo.
– I Renzenda sognavano il 10% (almeno) e si fermano sotto l’8. Non è un successo, non è un insuccesso. In Parlamento saranno pochi e non conteranno una sega.
– Tra le poche cose politicamente belle: la fine dei dimaiani (ne parlerò parecchio oggi e domani); la Waterloo di novax, complottari e putiniani; Fratoianni sopra il 3 (e la Cucchi in Parlamento).
Infine: l’Italia, come vi ripeto da sempre, era e sarà sempre un paese di destra. Elezioni come quelle di ieri sono la norma. Chi è di sinistra non vedrà mai alcun governo migliore (o meno peggio) del Prodi I e Conte 2, e chi li ha fatti cadere avrà sempre (per chi è di sinistra o anche solo non di destra) colpe bibliche non perdonabili.
Buone catastrofe!“.


Potrebbe anche interessarti