Ilaria, addio a 27 anni: scelse di restare nella sua Napoli

Ilaria Iodice, lanificio 25

Risale a pochissime settimane fa la scomparsa di Ilaria Iodice, 27 anni, direttrice del Lanificio 25. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha pubblicato sulla propria pagina Facebook uno stato per renderle omaggio, raccontando della sua scelta di restare a Napoli, la sua città, per renderla migliore, mentre tanti giovani decidono di andare via. Ecco le parole del sindaco:

Ciao Ilaria. Giorni fa ci ha lasciato una ragazza straordinaria, Ilaria Iodice, aveva solo 27 anni. Vi voglio raccontare brevemente la sua storia perché la biografia di Ilaria è un racconto generazionale. La storia di una ragazza che vuole cambiare in meglio il suo mondo attraverso l’impegno, e che ci rivela l’importanza del coraggio e della speranza. Perché Ilaria, nonostante la breve vita trascorsa, ci ha mostrato di quanto amore è capace chi ama Napoli. E come, con l’amore, ogni giorno le cose possano cambiare in meglio. Ilaria era guida turistica ed era stata direttrice dell’associazione Lanificio 25. Come guida aveva scelto di rimanere a Napoli, città dalla quale molti ragazzi fuggono per colpa dell’alta disoccupazione giovanile, per raccontare a quanti venivano nella nostra città le sue bellezze, per svelare al mondo i tesori nascosti della sirena Partenope. Impegnarsi per una Napoli ospitale e viva era la sua vocazione. Ilaria era la direttrice di Lanificio 25, un’associazione per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale di Napoli, che aveva fatto del presidio e del rilancio di una parte un tempo povera e trascurata della città la sua missione. I napoletani sanno quanto sia importante il Lanificio. Mi tocca spiegare agli altri il piccolo miracolo di questa associazione, attiva in un vecchio opificio del secolo scorso nei pressi di Porta Capuana, rifugio per musicisti, artisti, dove ogni sera puoi assistere ad un prezioso evento: la performance del giovane dj dei Quartieri spagnoli, l’istallazione dell’artista di Brooklin o dell’architetto di Berlino.

Il Lanificio è un centro di creatività cosmopolita. Un pezzo di villaggio globale, in una parte della città che era fortemente degradata, dove la chiusura delle manifatture aveva lasciato posto alla disoccupazione, e dove ora c’è musica e cultura. Dove aleggia sempre lo spirito di Ilaria. Oggi, grazie a ragazzi come Ilaria, quel quartiere vive un’altra stagione. Il Comune, infatti, si è impegnato nella guardiania di due insigni monumenti, la chiesa di Santa Caterina a Formiello e di San Giovanni a Carbonara.

Aprono nuove attività culturali, ogni giorno. La Napoli che vive intorno al Lanificio sarà sempre più bella, ora che è in corso anche la riconversione del vicino Castel Capuano in Alta scuola per gli studi giuridici. Ilaria aveva portato a Porta Capuana la sua gioia, la sua musica e la sua creatività, trasformando dal basso e da sola il destino di quella comunità che negli anni ha aveva eletto il Lanificio a centro di aggregazione e di propulsione per lo sviluppo. Lei non c’è più, ma il suo spirito e la sua musica resteranno qui per sempre.

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