La Russa al Senato: “Vorrei aggiungere la data di nascita del Regno d’Italia come festa nazionale”

la Russa al Senato
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Ignazio La Russa al Senato, il suo primo discorso da presidente. Ha iniziato ringraziando chi lo ha votato e anche chi non lo ha votato.

Ignazio La Russa al Senato, il suo primo discorso da presidente

Ma anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Papa e Liliana Segre: “Non c’è una sola parola di quello che ha detto che non avrebbe meritato il mio applauso“. Alla senatrice a vita ha anche consegnato un mazzo di fiori.

L’ex ministro della Difesa ha voluto ringraziare anche le forze armate: “Lasciatemi dire che nella mia lunga vita politica i momenti più toccanti sono quelli in cui sulle mie spalle ho portato le bare dei soldati caduti in Afghanistan. E visto che la guerra purtroppo non è solo un ricordo, ma un’attualità drammatica e dolorosa, visto che parliamo dolorosamente di guerra per quello che i patrioti ucraini stanno soffrendo in questo momento, voglio dedicare a loro un pensiero”.

Ho iniziato a fare politica fin da neonato, – ha aggiunto – mio padre faceva politica con le sue idee che non ha mai rinnegato. La mia famiglia era di destra, ma si respirava aria di libertà. Ho iniziato a fare politica nei momenti duri e durissimi della contestazione e del terrorismo. Davanti a noi abbiamo drammi, paure e preoccupazioni. Penso all’inflazione e al caro energia. Tocca a noi, maggioranza e opposizione provare a dare risposte dure e urgenti“.

Vorrebbe inserire la data di nascita del Regno d’Italia

Il neo eletto presidente di Palazzo Madama ha detto: “Non voglio fuggire davanti alle richieste di chiarezza. La senatrice a vita Liliana Segre ci ha parlato del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno. Potrei aggiungere la data di nascita del Regno d’Italia, che prima o poi dovrà diventare festa nazionale. Queste date, tutte insieme, hanno bisogno di essere celebrate da tutti. Perché solo un’Italia più coesa è certamente la migliore e più importante precondizione per affrontare tutte le criticità“. “Il mio è un compito di servizio, – ha aggiunto – oggi non devo cercare applausi o di captare la vostra benevolenza. Lo dovrò fare ogni giorno con i miei atti. Non c’è bisogno di parole che suscitano un applauso, ma solo di una sincera promessa, vi giuro che cercherò con tutte le mie forze di essere presidente di tutti“.


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