Tumori, in Campania la prima radioterapia rivoluzionaria del Sud: uccide le cellule malate

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Radioterapia al policlinico Vanvitelli

La sanità campana raggiunge un ulteriore traguardo in campo oncologico: nell’azienda ospedaliera universitaria Luigi Vanvitelli partirà l’installazione di un acceleratore per la radioterapia BNCT (Boron Neutron Capture Therapy), in grado di colpire soltanto le cellule malate. Si tratta del primo macchinario del genere al Centro Sud e del secondo in tutta Italia.

Oncologia, alla Vanvitelli l’acceleratore per la radioterapia BNCT

L’installazione del macchinario rientra nell’ambito del progetto di ricerca Anthem, sui fondi del Pnrr, che ha come capofila l’Università Bicocca e che vede la collaborazione dell’ateneo Vanvitelli e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. E’ stato selezionato nei 4 progetti nazionali che sono ammessi alla fase 2 che prevede la sola negoziazione economica.

Entro due anni, dunque, sarà completata la realizzazione del nuovo e rivoluzionario acceleratore lineare BNCT. Si tratta di un macchinario che utilizza il Boro come sorgente di neutroni che permette di colpire solo le cellule neoplastiche, risparmiando quelle sane. In questo modo la radioterapia, oltre che molto più efficace, diventa anche più sicura per il paziente oncologico, in particolare per le categorie di anziani e fragili.

L’apparecchio consentirà alla Regione Campania di ricevere il riconoscimento quale Centro di Eccellenza e di Ricerca internazionale per la Radioterapia delle malattie oncologiche. Sarebbe il primo macchinario del genere al Centro Sud, il secondo il tutta Italia.

La Vanvitelli ha già a disposizione uno spazio per l’installazione e la costruzione di un bunker di circa 450 mq, ideale per il contenimento e il funzionamento dello strumento terapeutico d’avanguardia. Grande la soddisfazione del Rettore dell’ateneo, Gianfranco Nicoletti, che ha commentato: “Grazie al convinto e solido appoggio anche della Regione Campania e del presidente De Luca che fin dall’inizio ha creduto e supportato la nostra partecipazione, il nostro ateneo si conferma quale riferimento di eccellenza per questo tipo di terapie oncologiche”.

Soltanto un mese fa un altro grande traguardo in campo oncologico è stato raggiunto nella lotta al cancro al seno. Al Associazione Italiana di Oncologia Medica, infatti, l’oncologo Adriano Gravina, dell’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli, aveva presentato gli incoraggianti risultati ottenuti con la somministrazione di un farmaco usato per curare l’osteoporosi: quest’ultimo, abbinato al blocco della produzione degli estrogeni, aumenta significativamente la sopravvivenza da malattia in donne in pre-menopausa, operate di carcinoma mammario. Risulta, dunque, efficace nell’evitare recidive per le giovani pazienti.


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