Ischia, ex sindaco: “Ho mandato 23 segnalazioni prima della frana, ma nessuno mi ha risposto”

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Frana Ischia, l’allarme dell’ex sindaco

Frana Ischia, l’allarme dell’ex sindaco. Sarebbero 23 le mail inviate dall’ex sindaco di Casamicciola, Giuseppe Conte quattro giorni prima della frana del 26 novembre. “L’ultima mia segnalazione alle autorità competenti sui gravi rischi per la popolazione di Casamicciola dovuti al dissesto idrogeologico li avevo segnalati il 22 novembre scorso: avevo scritto al prefetto di Napoli, al commissario prefettizio di Casamicciola, al sindaco Manfredi e alla Protezione Civile Campania. Nessuno mi ha risposto. A seguito dell’allerta meteo arancione, avevo segnalato il pericolo per la popolazione della zona e chiesto la loro evacuazione“. Lo ha denunciato Giuseppe Conte, ex sindaco di Casamicciola.

Frana Ischia, l’allarme dell’ex sindaco

Il primo cittadino del Comune nei primi anni ’90, aveva “scritto al prefetto di Napoli, al commissario prefettizio di Casamicciola, al sindaco Manfredi e alla Protezione Civile Campania. Nessuno mi ha risposto“, ha dichiarato al Corriere della Sera. “A seguito dell’allerta meteo arancione – ha affermato Conte -, avevo segnalato il pericolo per la popolazione della zona e chiesto la loro evacuazione“.

Intanto la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per dare una risposta attraverso le indagini scattate subito dopo la tragedia di Casamicciola. Il fascicolo è stato aperto per il reato di disastro colposo e non riguarderà solo la zona devastata dalla frana.

La volontaria: “Siamo in tanti con pale e vanghe

Siamo tantissimi: vedere tante squadre all’opera per prestare soccorso, da ischitana mi ha commossa“. Sono le parole di Valentina Migliaccio all’Agenzia DIRE, geologa originaria di Forio d’Ischia, da ieri a Casamicciola con i Falchi del Sud-coordinamento volontari Campania, organizzazione di volontariato di Protezione civile appartenente alla colonna mobile della Regione Campania.

Dall’alto – spiega alla Dire – continua la discesa di detriti e fango che provengono dalle operazioni di ricerca e rimozione che lì si stanno compiendo. Le attività di sgombero della via sono quindi costanti. Perlopiù io ho operato per rendere accessibili abitazioni coperte da fango alto anche oltre il metro, ma siamo anche intervenuti varcando cancelli e porte all’interno delle case per liberarle dai detriti e cose varie“.


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