I 450 incunaboli riportati alla luce nella Biblioteca Universitaria di Napoli

Biblioteca Universitaria di NapoliLa Biblioteca Universitaria di Napoli ha riportato alla luce 450 incunaboli, testimoni dell’arte libraia del Sud. Sono stati censiti, catalogati e commentati dagli allievi della Scuola di Alta Formazione in Storia e Filologia del manoscritto e del libro antico e dai dottorandi della Scuola Superiore Meridionale 450 libri stampati, prodotti a partire dall’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di J. Gutemberg fino all’inizio del XVI Secolo.

Biblioteca Universitaria di Napoli

La Biblioteca Universitaria di Napoli, risulta essere una delle biblioteche più antiche d’Italia, con un patrimonio libraio di circa un milione di testi. Tra questa inestimabile ricchezza culturale, spicca senza alcun dubbio quella degli incunaboli che fino a oggi non avevano avuto ancora una precisa e dettagliata catalogazione. Si tratta di una serie di volumi vicini, per età e pregio, ai manoscritti quattrocenteschi.

Infatti, tra gli incunaboli conservati nella biblioteca napoletana troviamo: la prima edizione a stampa, realizzata a Napoli nel 1477, della Divina Commedia; preziose edizioni a stampa del Canzoniere e e dei Trionfi di Petrarca; e opere di vari autori di grande calibro, come Cicerone, Catullo, Orazio, Ovidio, Quintiliano, Virgilio, Tacito, Virgilio, Boccaccio e Tommaso d’Aquino.

Ma a rendere importanti questi testi a stampa provenienti dal passato non sono solo le opere di prestigio che al loro interno contengono, bensì anche la cura artigianale con la quale essi sono stati realizzati: sono testimonianza del lavoro artigianale di decoratori, che hanno aumentato il prestigio di questo tesoro filologico. Andrea Marzucchi, filologo, docente universitario e direttore della Scuola di Alta Formazione, ha sottolineato nella cerimonia di presentazione del Catalogo l’importanza di questa restituzione testuale donata alla collettività, dichiarando: “Questa opera colma una grande e grave lacuna, in quanto non esisteva prima d’ora una catalogazione aggiornata e globale di tale fondo. È stata così delineata la circolazione e la conservazione del libro nel panorama culturale napoletano tra Rinascimento ed Età moderna”.


E infine, il docente ordinario di Filologia della letteratura italiana dell’Università di Napoli Federico II ha ricordato la vicesindaca del Comune di Napoli recentemente scomparsa, Mia Filippone, dedicandole l’arduo lavoro conseguito.

Potrebbe anche interessarti