Ancora nebbia a Napoli, fuochi e inquinamento oltre le soglie: fino a quanto durerà

nebbia a Napoli
Nebbia a Napoli

Persiste il fenomeno della nebbia a Napoli che ha raggiunto il suo picco durante i festeggiamenti del Capodanno e che dovrebbe accompagnarci anche nei prossimi giorni. Alcuni esperti, rivolgendosi a Il Corriere del Mezzogiorno, ne hanno chiarito le cause fornendo ulteriori previsioni per i prossimi giorni.

Nebbia a Napoli da Capodanno: le cause

Hanno fatto il giro del web le immagini della foschia che ha avvolto la città di Napoli nella notte tra il 31 dicembre ed il 1 gennaio e che, in diversi casi, ha reso difficoltosa, se non impossibile, la circolazione delle auto. Nello stesso tempo, le apparecchiature dell’Arpac hanno registrato concentrazioni di inquinanti oltre le soglie limite stabilite.

In piazza Garibaldi, ad esempio, alle 2 di notte del 1 gennaio, con ben 3.160 microgrammi di polveri per metro cubo d’aria, il livello di inquinamento ha raggiunto valori probabilmente mai registrati prima: il triplo rispetto alla stessa giornata dell’anno precedente e circa sessanta volte oltre il limite giornaliero di 50 microgrammi. La composizione del particolato mostra la prevalenza di polveri ultrasottili, come reso noto dal direttore Arpac, Stefano Sorvino.

Se da un lato si tratta di una conseguenza dell’enorme quantità di botti esplosi in vista dell’arrivo del nuovo anno, dall’altro il fenomeno è da ricondurre anche alla particolare condizione atmosferica che sta caratterizzando Napoli e la Campania ed ha contribuito ad aggravare la situazione: quella del tipico “effetto Milano”.

“La nebbia si sta attenuando ma non scomparirà prima di giovedì o venerdì. Fino al 4 o 5 gennaio avremo ancora alta pressione, nebbia e ristagno d’aria. Nel fine settimana la tendenza indica un peggioramento del tempo che dovrebbe determinare anche ventilazione e dispersione degli inquinanti” – sottolinea il meteorologo Gaetano Genovese.

Dunque anche le condizioni meteorologiche sembrerebbero complicare il quadro dell’inquinamento. Bisognerà, infatti, attendere il maltempo per favorire la completa dispersione delle polveri sottili.


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