Messina Denaro e la morte di Giuseppe: rapito, strangolato e sciolto nell’acido a 12 anni

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Matteo Messina Denaro

Si è concluso oggi l’arresto del latitante più ricercato d’Italia, il boss Matteo Messina Denaro che ha assunto un ruolo chiave negli equilibri mafiosi all’inizio degli anni ’90, rendendosi protagonista anche di uno degli omicidi più efferati dell’epoca: quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido a soli 12 anni.

Matteo Messina Denaro: fu uno dei mandanti del sequestro di Giuseppe Di Matteo

E’ probabilmente una delle vicende più crude e sconvolgenti legate al nome del boss quella dell’uccisione del piccolo Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido nel 1996, dopo una prigionia durata oltre due anni. Un omicidio brutale che ha spezzato la vita di un innocente, “colpevole” soltanto di essere il figlio di Santino, un ex mafioso pentito.

Messina Denaro fu uno dei mandanti del sequestro del ragazzino che, mentre si trovava nel maneggio di Piana degli Albanesi, fu prelevato da un gruppo di criminali. Travestiti da poliziotti, attirarono la vittima con l’inganno, promettendogli che lo avrebbero condotto da suo padre, che si trovava sotto protezione fuori Regione.

Il rapimento aveva l’obiettivo di mettere a tacere Santino che, essendo diventato un collaboratore di giustizia, stava fornendo agli inquirenti rivelazioni cruciali sulla strage di Capaci ed altre vicende di Cosa Nostra. Alla famiglia Di Matteo fu inviata anche una foto del ragazzino con un quotidiano tra le mani e il messaggio: “Tappagli la bocca”. Dopo ben 799 giorni di prigionia, l’11 gennaio del 1996 Giuseppe fu strangolato e il suo corpo fu sciolto nell’acido.

E proprio nel mese di gennaio, esattamente 27 anni dopo, il boss ricercato da 30 anni è stato catturato dai carabinieri del Ros mentre si trovava all’interno di una clinica privata di Palermo.


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