Bidella pendolare, la prof: “La stiamo aiutando, Milano non fa niente per i lavoratori del Sud”

Bidella pendolare
Bidella pendolare

Bidella pendolare. Sta facendo molto discutere la storia di Giuseppina, la bidella napoletana che ogni giorno per motivi economici preferisce fare la pendolare da Napoli a Milano piuttosto che rimanere nel capoluogo lombardo. In queste ore anche diversi organi di stampa stanno facendo i conti in tasca a Giuseppina, mettendo in discussione la verità raccontata dalla bidella.

Il giorno.it, quotidiano che ha lanciato la notizia, ritorna sulla questione intervistando Francesca Alparone, professoressa della scuola dove Giuseppina lavora.

Bidella pendolare. Le parole della prof.ssa

È sempre successo che dal Sud salissero al Nord per lavoro. Ma prima si trasferivano con la famiglia, perché uno stipendio bastava a mantenere tutti. Ora non è più così e i giovani che arrivano a Milano non riescono ad andare avanti. Perché si scontrano con un’economia e costi completamente diversi da quelli cui sono abituati nel Meridione dove la vita costa molto, molto meno”.

La scuola aiuta la bidella

“Tutti noi insegnanti stiamo aiutando Giuseppina a trovare un alloggio a prezzo accessibile. Da settembre incrocia faticosamente le tariffe di Italo e Trenitalia per trovare le offerte sulla tratta dell’alta velocità, compra i biglietti in anticipo di mesi per spuntare i prezzi migliori, accumula i punti e i ticket omaggio. La stiamo accompagnando per uscire da questa situazione. Vale per lei e per altri collaboratori scolastici in difficoltà”.

La critica a Milano

“Quel che non capisco è perché, visto che qui a Milano si sa che arrivano tutti questi lavoratori dal Sud, non si faccia niente per aiutarli. Io faccio quello che posso per dare una mano ai collaboratori scolastici della mia scuola che come Giuseppina guadagnano sui mille euro al mese, ma ho provato sulla mia pelle che è un’impresa veramente ardua. Ci sono strutture che affittano stanze con cucina e bagno in comune sui 400 euro al mese, ma comunque sono situazioni difficili da trovare perché molto rare e quindi vanno a ruba. Secondo me sono anche difficili e disagevoli da vivere soprattutto se non sei più una ragazzina. Per gli appartamenti in affitto, spesso la firma del contratto è accompagnata da tre o sei mesi di caparra da pagare in anticipo, un costo che molta gente non è in grado di sostenere”.


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