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Rifiuti tossici nel parco del Vesuvio. Ritrovati nuovi fusti

Parco del Vesuvio

Proseguono gli scavi nel Parco del Vesuvio al fine di accertare l’effettiva presenza di rifiuti ad alto potenziale tossico interrati illegalmente. Al terzo giorno di attività il bilancio dei danni continua ad aumentare. Sono stati ritrovati questa mattina altri due fusti di materiale inquinante, svariati quintali di amianto e quattrocento pneumatici di camion. La “mini-discarica” illegale scoperta dagli uomini del corpo forestale comincia ad assumere proporzioni preoccupanti.

Intanto le indagini a Cava Montone ad Ercolano continuano e dopo lo stop del fine settimana gli uomini della forestale, coordinati dal comandante provinciale Sergio Costa insieme ai carabinieri del Noe, riprendono a scavare.

I rifiuti dissotterrati fino ad oggi sembrano confermare i sospetti del pm Nunzio Fragliasso che, da tempo, ipotizzava la presenza di un’altra “Terra dei Fuochi” alle pendici del Vesuvio.

C’è chi parla già di un nuovo disastro ambientale. Ad oggi infatti il numero di fusti tossici sale a 43. A rendere ancora più incresciosa la faccenda, la presenza all’interno della cava di un’antica villa romana sottoposta proprio oggi ad  indagini ed accertamenti che ne andranno a verificare l’effettivo interesse archeologico.

Particolarmente collaborativi gli agricoltori della zona disponibili a partecipare alle indagini. Previsti per i prossimi giorni nuovi interventi geomagnetrometri che aiuteranno gli uomini della Forestale ad individuare i terreni più inquinati al fine di effettuare ricerche mirate sugli appezzamenti ritenuti più a rischio.

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