Croce Rossa Italiana: solidale a Napoli

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La Croce Rossa Italiana viene fondata a Milano il 15 giugno 1864, ben due mesi prima della firma della Convenzione di Ginevra, e nasce per assolvere ad alcuni diritti umanitari importantissimi: in virtù delle convenzioni internazionali e delle leggi nazionali in forza, la CRI dispone le sue forze per compiti d’emergenza, sia in tempi di pace, sia in tempi di guerra. Il Corpo Volontario della CRI è altamente specializzato ed è composto infatti da medici, psicologi, infermieri, soccorritori, autisti, liberi volontari e così via. Nello specifico del territorio napoletano è ormai dal mese di agosto che la Croce Rossa Italiana sta affrontando uno dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese: il fenomeno dell’immigrazione clandestina.

In due alberghi nel bel mezzo di piazza Garibaldi, vicino alla stazione centrale di Napoli, circa 30 immigrati vengono ospitati e nutriti con la collaborazione attiva della Croce Rossa Italiana. In uno degli alberghi sono state ospitate le donne, tra cui 2 mamme con figli e una donna prossima al parto, e in un altro albergo attiguo vi sono i ragazzi, sia minorenni che maggiorenni. Le fasce d’età sono infatti tra le più disparate. Gli albergatori, cordiali e disponibili, forniscono ai loro ‘ospiti speciali’ vitto e alloggio, cibo e lenzuola pulite. Chiacchierando con loro, noi di Vesuviolive, ci siamo accorti che i proprietari degli hotel non vogliono essere nominati «per evitare che il nostro gesto d’aiuto vada a intaccare l’immagine del classico hotel agli occhi dei turisti: un comportamento così umanitario spesso non è visto di buon grado, anzi viene denigrato perché non compreso o sinonimo di bassa qualità ingiustificata!»

I migranti, provenienti principalmente da stati africani tutt’oggi in guerra (Senegal, Somalia, Eritrea, Ghana, Nigeria – ndr) hanno avviato tutto l’incartamento burocratico per richiedere il diritto d’asilo politico. Per i minorenni non accompagnati invece il destino che li attende sarà ancora più complicato: case famiglia e probabili affidamenti. In cosa allora consta l’attività di Croce Rossa? La CRI li monitora, li aiuta, li sprona, li tiene in vita; costantemente questi migranti vengono sottoposti a scrupolosi screening presso l’ASL dove effettuano visite oculistiche, dermatologiche o ginecologiche. Un aneddoto raccontatoci da una volontaria, getta luce su quanto la Croce Rossa ci tenga alla salute di questi ragazzi e di come la CRI sia efficiente nel gestire situazioni d’emergenza: un ragazzo malato di scabbia appena arrivato a Napoli, è stato messo in quarantena, curato e solo una volta scongiurato il caso, integrato nel gruppo.

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La Croce Rossa per continuare ad agire bene ha bisogno di aiuti e di appoggi: l’appello che il dott. Paolo Monorchio, Presidente di CRI, lancia anche al Sindaco, tramite i suoi validissimi volontari è quello di ricevere spazi in gestione dal Comune di Napoli. Campi da calcio, ma anche scuole perché questi ragazzi africani vogliono imparare bene la nostra lingua, l’italiano, il linguaggio della libertà. I ragazzini inoltre hanno bisogno di fare aggregazione, di giocare, di riunirsi, di non sentirsi soli e sopratutto di non abbattersi e di non arrivare a pensare che nessuno più li voglia aiutare. Lontani dalla loro terra d’origine, le attività della Croce Rossa, coordinate dalla Sala Operativa di cui il responsabile è Raffaele Polese, mirano proprio a questo: aiutare questi migranti a formarsi una vita qui, in Italia. Scappando dai loro paesi dilaniati dalle guerre, questi ragazzini hanno inseguito un sogno, e se la terra dove hanno deciso di cominciare a piantare la speranza è proprio Napoli, chi siamo noi per deluderli? Chi siamo noi per ostacolarli?

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