Poliomielite, la grave malattia contagiosa è in Europa: cos’è, sintomi e come si trasmette

Poliomielite - Immagine di repertorio


Si registrano ancora casi di poliomielite in Europa, la grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale. Ad evidenziarlo è lo studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica dello European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), Eurosurveillance.

Poliomielite in Europa: cos’è, casi e sintomi

L’infezione è stata rilevata, durante l’anno 2024, nelle acque reflue di ben cinque paesi europei ovvero Finlandia, Germania, Polonia, Spagna e Regno Unito. Gli interventi di contrasto sono stati rafforzati a partire dal 1988, quando è stata lanciata la Global Polio Eradication Initiative.

Attualmente il virus è endemico soltanto in Afganistan e Pakistan, tuttavia, gli esperti sottolineano l’importanza di “continuare a condurre attività di sorveglianza ambientale” e “aumentare la copertura vaccinale per prevenire i casi di polio” in quanto “il rischio di diffusione internazionale sussiste ancora”.

Una consistente circolazione del virus è stata registrata in quest’ultimo anno in particolar modo in Germania ma anche in Finlandia, Polonia, Spagna e Regno Unito. I campioni prelevati, stando alle analisi genetiche effettuate, si legherebbero ad un ceppo identificato per la prima volta in Nigeria nel giugno del 2020 e che si sarebbe poi esteso in altri territori.

La poliomielite è una malattia virale, altamente contagiosa, che si trasmette da individuo a individuo per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati o tramite la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da soggetti ammalati o portatori sani.

Tra i sintomi iniziali della malattia si segnalano febbre, stanchezza, vomito, irrigidimento del collo e dolori agli arti. In casi rari il virus può causare una paralisi irreversibile. Ad oggi non esistono vere e proprie cure per la poliomielite, se non trattamenti sintomatici che possono in parte minimizzare gli effetti della malattia. Per evitare ogni rischio, l’arma più potente resta quella della vaccinazione. Intanto l’attenzione è alta anche per quanto riguarda l’aumento di casi riguardanti il virus Hmpv.


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