Ecobonus, maxi sequestro da 19,5 milioni nel Napoletano: fatture gonfiate e lavori mai eseguiti
Lug 24, 2025 - Redazione Vesuviolive
Ecobonus, maxi sequestro nel Napoletano
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La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un sequestro preventivo da 19,5 milioni di euro nei confronti di tre società con sedi a Frattamaggiore, Caivano e Casoria, accusate di aver simulato lavori edilizi per accedere in modo fraudolento ai benefici fiscali previsti dall’Ecobonus.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito di un’indagine condotta dal Gruppo GdF di Frattamaggiore. Secondo gli inquirenti, le imprese avrebbero dichiarato lavori di ristrutturazione mai eseguiti o realizzati solo parzialmente, ma con importi gonfiati per maturare crediti d’imposta milionari.
Ecobonus nel Napoletano: fatture gonfiate e bonifici sospetti
L’inchiesta è partita dall’analisi incrociata delle fatture e dei bonifici “parlanti”: i versamenti effettuati dai clienti risultavano troppo bassi per giustificare l’entità dei crediti maturati. In pratica, le aziende avevano dichiarato spese molto superiori a quelle realmente sostenute, in modo da ottenere importanti vantaggi fiscali.
Le verifiche hanno rivelato anche un tentativo da parte di uno degli indagati di coinvolgere un intermediario finanziario piemontese per monetizzare i crediti fittizi attraverso operazioni di cessione a favore di piccole e medie imprese.
Questa operazione si inserisce in un più ampio piano di controllo condotto dalle Fiamme Gialle, che solo nel 2025 ha portato al sequestro di oltre 370 milioni di euro in crediti fiscali inesistenti, contribuendo a prevenire un danno ingente per l’Erario.
