Napoli in lacrime per Saray: la studentessa di 20 anni investita e uccisa mentre passeggiava

L'addio a Saray, la studentessa investita e uccisa a Napoli


Si è svolta nella serata di domenica a Napoli una veglia di protesta per Saray Arias Fernandez, la studentessa spagnola, originaria di Ponferrada, morta a soli 20 anni dopo essere stata investita e uccisa da un Suv mentre attraversava Corso Umberto con alcune amiche.

A Napoli una veglia per Saray: investita e uccisa a 20 anni

La giovane era giunta nella città partenopea da appena sei giorni per un progetto Erasmus. Nella notte tra il 18 e il 19 settembre è stata travolta in pieno da una vettura con alla guida un 18enne dell’area vesuviana, ora indagato per omicidio stradale.

Trasportata d’urgenza all’Ospedale del Mare, la studentessa è deceduta poco dopo l’arrivo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia Municipale di Napoli, guidati dal comandante Ciro Esposito, che hanno avviato le indagini per accertare la dinamica, con particolare attenzione alla velocità del veicolo.

Sul luogo della tragedia i negozianti della zona hanno deposto una corona di fiori mentre domenica sera gli amici Erasmus di Saray hanno organizzato una veglia di protesta per ricordarla e chiedere più sicurezza sulle strade, denunciando l’eccessiva velocità e l’irresponsabilità di chi guida.

“Il Ministro dei Trasporti Salvini ha voluto un nuovo codice della strada che si sta rivelando fallimentare e pericoloso. Non pubblica più i dati sugli incidenti perché sono aumentati, e non ha previsto alcun potenziamento delle risorse o dei controlli. Ha invece concesso ai neopatentati di guidare bolidi e ha tolto potere ai sindaci nel contrasto all’alta velocità. Così si colpiscono i pedoni, i ciclisti e chi rispetta le regole, mentre si premia l’arroganza di chi guida con incoscienza” – hanno commentanto il deputato Francesco Emilio Borrelli e i rappresentanti di Europa Verde Rosario Pugliese e Carlo Ceparano.

“Da tempo i cittadini chiedevano dossi e misure di sicurezza in Corso Umberto, ma non sono stati ascoltati. Già l’anno scorso Napoli ha vissuto un’altra tragedia con la morte di una studentessa tedesca di 27 anni, travolta da un camion in piazza Cavour mentre era in bicicletta. Due giovani vite spezzate, due Erasmus che non torneranno più a casa. Quella che doveva essere un’esperienza di crescita e bellezza culturale si è trasformata in un incubo. Napoli accoglie tanti ragazzi e ragazze che si innamorano di questa città, ma non possiamo permettere che venga ricordata per queste morti assurde”.


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