Sciopero generale: un fiume di persone blocca il porto di Napoli, probabile stop anche all’autostrada


Lo sciopero generale contro il genocidio in Palestina ed il supporto ad esso offerto da enti e realtà produttive italiane ha invaso il porto di Napoli: momenti di tensione con le forze dell’ordine.

Sciopero generale, i manifestanti rompono il blocco: si ferma il porto di Napoli

È una fiumana di gente di cui non si riesce a vedere la coda quella che da stamattina sta attraversando le strade di Napoli al grido di “Blocchiamo tutto”: la manifestazione indetta da diverse sigle sindacali ha trovato l’appoggio di tantissime realtà politiche di sinistra, studenti, associazioni e numerosi semplici cittadini.

Alle ore 12.00 circa i manifestanti sono giunti a Porta di Massa, nell’area portuale di Napoli, dove hanno trovato un muro di agenti di polizia in tenuta antisommossa: sul posto il nostro inviato Stefano Esposito ha raccontato con parole e video i momenti di tensione tra la testa del corteo e i poliziotti.

La trattativa con la polizia, poi il passaggio pacifico

Nessun tafferuglio, nessun disordine, nessuno scontro questa volta: dopo una lunga trattativa, complice probabilmente la partecipazione numericamente straordinaria alla protesta, gli agenti hanno lasciato passare i manifestanti che hanno continuato a marciare nell’area interna dello scalo portuale partenopeo.

Oggetto della contestazione, tra gli altri, la MSC: la compagnia di trasporti marittimi leader nel Mediterraneo è accusata dall’universo pro Palestina di fornire supporto logistico e materiale al genocidio in atto, dati gli stretti rapporti commerciali tra la stessa compagnia e lo stato di Israele.

Corteo diretto verso l’autostrada

Al momento in cui scriviamo, i manifestanti si sono diretti su via Marina bloccando il passaggio alle auto e l’accesso da quest’ultima all’autostrada Napoli Salerno. È probabile che il “Blocchiamo tutto” della protesta possa interessare anche, di qui a breve, l’arteria autostradale.

Una marea di persone che non accenna a scemare nella propria rabbia composta e pacifica contro ciò che sta accadendo in Medioriente e sull’ennesimo crimine internazionale compiuto contro l’operazione umanitaria della Global Sumud Flotilla: sono circolate già da ieri sera le immagini dei componenti della missione rinchiusi in quello che pare essere un hangar ed accusati, con durissimi attacchi verbali, dal ministro israeliano Ben Gvir di terrorismo.

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