Noi del Rione Sanità, padre Loffredo: “Non ho temuto la morte. È vero che ero fidanzato”
Nov 07, 2025 - Veronica Ronza
Don Antonio Loffredo, il parroco del Rione Sanità
È padre Antonio Loffredo il sacerdote che ha ispirato il personaggio di Don Giuseppe Santoro, interpretato da Carmine Recano, nella fiction Noi del Rione Sanità. Un parroco visionario e intraprendente che ha vissuto sulla propria pelle alcune delle vicende raccontate nel corso degli episodi della serie partenopea.
Padre Antonio Loffredo: “Cosa c’è di vero in Noi del Rione Sanità”
Don Antonio Loffredo è l’ex parroco del Rione Sanità che si è distinto soprattutto per aver dato vita ad una vera e propria rinascita del quartiere, coinvolgendo i giovani, spesso sottratti alla vita di strada, e l’intera comunità. Un impegno che si è concretizzato con la riapertura di uno dei più grandi siti culturali della città, ad oggi meta privilegiata di milioni di turisti: le Catacombe di San Gennaro.
“In questa fiction su Napoli, per la prima volta si rompe lo stereotipo del vittimismo e si mostra una città che reagisce e combatte la camorra, offrendo un’immagine nuova e positiva” – ha dichiarato padre Loffredo in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera.
“Non ho mai temuto la morte, non mi sono sentito minacciato perché quello che faccio è ‘per’, non ‘contro’ qualcuno. Non ho mai pensato che questa azione potesse ritorcersi contro di me. Faccio il prete per aiutare le persone. Ma è chiaro che ci sono anche effetti collaterali”.
“Come si vede nella fiction, mi hanno aiutato le donne, perchè c’erano loro a proteggere i figli. Il ragazzo che voleva vendicare il fratello esiste davvero ma non è mai arrivato a comprare una pistola. Il sacrestano Lello pure, anche se diverso, ed è stato il mio Virgilio. Suor Celeste è la nostra Suor Rosetta, il mio vice-parroco per anni. Frammenti di vita reali intrecciati per esigenze di fiction”.
“L’intuizione di seppellire le urne dei morti in chiesa è vera, mi è venuta proprio quando è morto Lello. Ora ce ne sono circa mille. Anche la rimozione dell’altarino è vera, ho convinto la moglie del boss che era molto più degno stare in chiesa”.
Fedele alla realtà anche la richiesta di vestirsi da prete per essere riconosciuto così come parte del suo vissuto, delle ambizioni del padre e della presenza di una donna nella sua vita: “Ero fidanzato prima che entrassi in Seminario. Lei era molto bella come la Grimaudo. Ho deluso lei e mio padre che mi voleva imprenditore come lui”.
Il vescovo ostile, invece, non sarebbe identificabile con nessuno dei personaggi ma stando a quanto dichiarato dal parroco “in quegli anni c’è stato tanto fuoco amico anche per la storia delle urne”.
