Morte Domenico, la mamma: “Avevo una brutta sensazione, gli ho dato l’ultimo bacio”
Mar 02, 2026 - Veronica Ronza
Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico a Verissimo
Intervenuta a Verissimo, Patrizia Mercolino, mamma del piccolo Domenico – il bambino morto a 2 anni a seguito di un trapianto fallito al Monaldi di Napoli – ha raccontato gli ultimi momenti di vita del figlio, invocando a gran voce giustizia.
Domenico morto dopo trapianto: la mamma a Verissimo
“I miei figli stanno soffrendo, hanno iniziato a metabolizzare la situazione, io invece ancora no, quindi non mi sono ancora fermata. Non voglio fermarmi perché voglio tenere il suo ricordo vivo, devo farlo e poi ho bisogno di fare giustizia, lo devo soprattutto a lui. Voglio la verità” – ha detto la donna.
“Mio figlio era un bambino come gli altri. Aveva la sua terapia, la gestivo io ogni giorno, andavamo a controllo al Monaldi però non è mai peggiorato. Ho cercato in tutti i modi, da mamma, di fargli vivere una vita come tutti gli altri bambini. Giocava, correva, faceva i suoi controlli. Io non volevo portarlo quando abbiamo ricevuto la chiamata del trapianto. Avevo una brutta sensazione, non so perché. Poi da mamma mi sono detta che era la salvezza della sua vita. Questa sensazione me la sono portata tutto il giorno, tutta la notte, fino alla fine del trapianto”.
“Lo abbiamo portato subito lì. L’ultimo ricordo che ho è quando mi hanno chiamato per salutarlo. Prima di entrare in terapia intensiva lui era un po’ sedato ma nonostante tutto mi ha sentito, è saltato dal lettino dicendo ‘mamma’. Poi gli infermieri lo hanno portato via. L’ultimo bacio che gli ho dato da cosciente. Ero sempre con lui, non l’ho mai mollato un attimo”.
“I medici venivano a rassicurarmi, dicendomi che dovevo essere contenta. Mi sono sempre fidata. Con mio figlio qualcuno ha sbagliato però ci sta andando di mezzo un ospedale intero quando lì ci sono professionisti bravi, anche umanamente. Mi dispiace che tutto il Monaldi sta facendo questa brutta figura, non è giusto. Solo chi ha sbagliato con mio figlio deve pagare”.
“A volte capitava che dovevano togliergli la sedazione e lui mi sentiva, se mi sentiva piangere gli scendevano le lacrime. Io passavo tutti i giorni con lui, l’ho visto morire piano piano, fino all’ultimo. Una mamma se ne accorge, però ho sempre sperato”.
“Spero non si dimentichi mai mio figlio. Nessuno si aspettava che lui durasse così tanto sotto quella macchina. Lui ha lottato fino alla fine. Quella macchina dura 15/20 giorni, mio figlio ce l’ha fatta 60 giorni. Lui è il mio guerriero. Devo andare avanti perché ho altri due figli, lo devo a loro. Non posso rimanere lì a piangere, ora devo fare in modo che non sia dimenticato e che non succeda più a nessun altro bambino”.
