Estorsioni per pagare la “mesata” ai detenuti e 51enne ucciso per errore: arresti nel Napoletano

Antimafia - Arresti


Sono 17 i soggetti arrestati dai carabinieri e dalla DDA ad Arzano con l’accusa di estorsione e omicidio volontario ai danni di Rosario Coppola, il 51enne morto lo scorso febbraio per errore in un agguato.

Estorsione e omicidio Rosario Coppola: 17 arrestati ad Arzano

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa del Tribunale di Napoli in sede di conferma e rinnovazione da parte del GIP competente del decreto di Fermo di Indiziato di delitto della Direzione Distrettuale Antimafia, eseguito il 21 aprile scorso, nei confronti di soggetti raggiunti da gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di associazione di tipo mafioso, estorsione continuata ed aggravata, omicidio volontario, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.

Il provvedimento cautelare trae origine dall’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto eseguito il 21 aprile scorso a carico di 11 soggetti gravemente indiziati di appartenere ad una associazione camorristica operativa nel territorio di Arzano e comuni limitrofi e dove, peraltro, venivano ricostruite le circostanze che, lo scorso 4 febbraio, avevano portato all’omicidio per errore di persona di Rosario Coppola.

In particolare, nell’odierna misura cautelare, il GIP competente, oltre a confermare il quadro indiziario su 7 dei soggetti già colpiti dal fermo, ha avvalorato i gravi indizi di colpevolezza a carico di ulteriori 10 indagati tra cui spiccano i vertici della consorteria criminale che, nonostante il regime di detenzione al quale erano sottoposti, continuavano ad impartire ordini ai sodali liberi sul territorio.

In tale quadro, le indagini hanno permesso di ipotizzare che la consorteria, grazie agli introiti economici garantiti dall’egemonia sulla gestione delle richieste estorsive sul territorio, abbia continuato a sostenere i detenuti attraverso il pagamento della cosiddetta “mesata”.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelaredisposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.


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