Caldo record, malori e colpi di calore nei bimbi: campanelli d’allarme e come proteggerli
Giu 26, 2026 - Veronica Ronza
Vincenzo Tipo
L‘ondata di caldo record che sta interessando l’Italia sta avendo ripercussioni significative anche sulla salute dei bambini con l’aumento degli accessi in pronto soccorso.
Caldo record: come proteggere i bambini
In questi giorni, l’incremento degli accessi in pronto soccorso si aggira tra il 5% e il 10%, direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature. Le problematiche più frequentemente osservate sono disidratazione, malori legati all’esposizione al sole, lipotimie (svenimenti), febbre, vomito, peggioramento di patologie respiratorie e gastrointestinali e, nei casi più gravi, veri e propri colpi di calore.
I bambini, soprattutto i lattanti e i più piccoli, rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile, poiché hanno una minore capacità di regolare la temperatura corporea e vanno incontro più rapidamente alla perdita di liquidi.
In questo contesto, la Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup) ha richiamato l’attenzione delle famiglie sull’importanza della prevenzione, lanciando un vademecum di cinque semplici regole per affrontare in sicurezza queste giornate di caldo estremo, proteggendo i più piccoli.
“In questi giorni osserviamo un aumento degli accessi ai pronto soccorso pediatrici, in larga parte correlato agli effetti delle elevate temperature. I bambini, soprattutto i più piccoli, sono particolarmente vulnerabili al caldo estremo e possono andare incontro rapidamente a disidratazione e colpo di calore” – ha affermato il presidente della Simeup, Vincenzo Tipo.
“La buona notizia è che la maggior parte di queste situazioni si può prevenire con semplici comportamenti quotidiani. Per questo rivolgiamo un appello alle famiglie: non sottovalutiamo il caldo, prestiamo attenzione ai segnali di allarme e adottiamo tutte le misure necessarie per proteggere i nostri bambini durante queste giornate eccezionali”.
Le cinque regole per proteggere i bambini dal caldo
- Idratare frequentemente i bambini
Offrire acqua più volte al giorno, anche in assenza di sete. Nei lattanti è opportuno aumentare la frequenza delle poppate. - Evitare l’esposizione nelle ore più calde
Limitare le attività all’aperto tra le 11 e le 18 ed evitare attività sportive intense. - Utilizzare un abbigliamento adeguato
Preferire indumenti leggeri e di colore chiaro, utilizzando cappellino e protezione solare durante le uscite. - Mantenere freschi gli ambienti domestici
Arieggiare le stanze nelle ore più fresche e utilizzare ventilatori o climatizzatori evitando evitando sbalzi di temperatura eccessivi. - Non lasciare mai un bambino da solo in automobile
Anche per pochi minuti, l’abitacolo di un’auto può raggiungere temperature estremamente pericolose, con conseguenze potenzialmente fatale.
I genitori devono prestare attenzione ai primi segnali di disidratazione:
- sete intensa o rifiuto di bere;
- bocca e labbra secche;
- riduzione della quantità di urine o pannolino asciutto per molte ore;
- urine molto concentrate;
- pianto senza lacrime;
- debolezza, irritabilità o sonnolenza insolita;
- mal di testa, vertigini o capogiri.
In questi casi è consigliabile portare il bambino in un ambiente fresco, farlo riposare e somministrare piccoli e frequenti sorsi d’acqua o soluzioni reidratanti orali. Ancora maggiore attenzione deve essere posta ai segni che possono indicare un colpo di calore, una vera emergenza medica:
- temperatura corporea elevata, spesso superiore a 39-40°C;
- pelle molto calda e arrossata;
- vomito persistente;
- respiro accelerato;
- alterazione del comportamento, confusione o difficoltà a rispondere;
- marcata sonnolenza;
- perdita di coscienza o convulsioni.
In presenza di questi sintomi è necessario portare immediatamente il bambino in un luogo fresco, rimuovere gli indumenti in eccesso, iniziare il raffreddamento con panni bagnati e contattare tempestivamente il 118 o recarsi al Pronto Soccorso.
Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini più fragili, come i lattanti, i bambini con patologie croniche, neurologiche o cardiopolmonari, i bambini con disabilità e quelli in terapia con farmaci che possono interferire con la regolazione della temperatura corporea.
