Non c’è speanza per La Sonrisa, bocciato il ricorso dei Polese: il Castello non ci sarà più
Set 03, 2026 - Veronica Ronza
Bocciato il ricorso della famiglia Polese contro il sequestro dei locali del Grand Hotel La Sonrisa, il celebre Castello di Sant’Antonio Abate (Napoli). Nonostante la protesta di clienti e lavoratori, la struttura non tornerà a riaprire i battenti.
La Sonrisa, bocciato il ricorso: il Castello deve chiudere
Il Tribunale del Riesame di Napoli, come rende noto l’Ansa, ha dichiarato inammissibile il ricorso avanzato da Maria Rosaria Polese, membro della famiglia a capo del Castello, per opporsi al provvedimento di sequestro emesso lo scorso 21 luglio ai danni del famoso hotel e ristorante.
Le operazioni di sgombero del complesso sono partite il 24 luglio, avviando il passaggio dell’intera struttura al Comune di Sant’Antonio Abate. Una scelta accolta con sconforto soprattutto dai dipendenti del locale che per anni hanno portato avanti con passione e dedizione il “regno” dei Polese, rendendo indimenticabili le tappe più significative dei loro affezionati clienti.
Stando al futuro dell’area sgomberata era stata la sindaca Ilaria Abagnale ad anticipare le possibili alternative: “Sono al vaglio le ipotesi di abbattimento, rigenerazione urbana ad indirizzo sociale o l’opportunità di una gestione esterna con interesse pubblico”.
Dunque il Castello potrebbe essere demolito o trasformato in una struttura utile alla collettività (come un asilo o un centro sociale). L’alternativa è mantenere la sua natura ricettiva ma senza i Polese: ipotesi che non sembra andare giù nemmeno ai lavoratori che intendono proseguire il loro impegno nel ricordo di don Antonio.
