Addio a Carmela Maria Spadaro, studiosa e militante delle Due Sicilie

Carmela Maria Spadaro


È scomparsa il 27 settembre 2026 la professoressa Carmela Maria Spadaro, giurista, storica del diritto e punto di riferimento del mondo culturale legato alla memoria del Regno delle Due Sicilie. Il ricordo della Fondazione Il Giglio e di Gennaro De Crescenzo del Movimento Neoborbonico.

La scomparsa di Carmela Maria Spadaro

Un lutto profondo colpisce il mondo degli studi meridionali e quanti, negli ultimi decenni, hanno dedicato energie e ricerca alla riscoperta della storia delle Due Sicilie. La mattina del 27 settembre 2026 si è spenta la professoressa Carmela Maria Spadaro, dopo aver scoperto solo poche settimane prima una grave malattia.

Nata a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, nel 1960, aveva costruito con Napoli un rapporto particolarmente intenso. Proprio nel capoluogo campano aveva compiuto i suoi studi universitari presso l’Università Federico II, dedicandosi successivamente alla ricerca e lasciando la professione di avvocato.

Allieva dello storico Raffaele Ajello, Spadaro era docente di Storia del Diritto e Diritto Comune. Nel corso della sua attività scientifica aveva approfondito, con particolare attenzione alle fonti documentali, le istituzioni e le strutture sociali del Mezzogiorno preunitario, pubblicando studi sulla Calabria Ultra del Seicento, sulle magistrature e sulle istituzioni politiche del Regno di Napoli.

Accanto al rigore accademico, aveva sviluppato negli anni un forte impegno culturale nella riscoperta della storia del Regno delle Due Sicilie, senza mai separare la passione ideale dalla serietà della ricerca. Era componente del Comitato scientifico della Fondazione Il Giglio, realtà con la quale aveva collaborato in numerose conferenze, lezioni e seminari. Aveva inoltre preso parte al volume collettaneo Napoli e la Spagna, pubblicato dall’Editoriale Il Giglio nel 1999, ed era tra gli autori del Manuale di Storia delle Due Sicilie, pubblicato nel 2023.

Tra i suoi studi più significativi anche il lavoro dedicato alla concezione della sovranità in Francesco II di Borbone, A Deo coronato. Sovranità cristiforme e rappresentazioni del potere nel Regno di Napoli tra Normanni, Angioini e Borbone, pubblicato nel 2022 sulla Italian Review of Legal History.

La Fondazione Il Giglio la ricorda come una studiosa generosa, profondamente legata alle proprie radici calabresi e meridionali, capace di rappresentare «un esempio di come passione ideale e serietà di studiosa possono conciliarsi tra loro». Una donna di profonda fede cattolica, presente per anni nella battaglia culturale intorno alla memoria storica del Mezzogiorno.

Particolarmente commosso è anche il ricordo di Gennaro De Crescenzo del Movimento Neoborbonico, che ha raccontato il dolore per la perdita di una figura che per tanti anni ha accompagnato le attività e le battaglie culturali del movimento. Spadaro era presente a Gaeta e nelle tante occasioni dedicate alla storia delle Due Sicilie, dei Borbone, di Napoli e delle sue amate Calabrie. De Crescenzo ne ricorda il rigore della docente e della studiosa, ma anche la saggezza, la gentilezza e quella timidezza sorridente con cui accoglieva i complimenti dopo i suoi interventi.

Una capacità, la sua, di parlare della storia senza trasformarla in una semplice celebrazione del passato, ma facendo emergere documenti, valori e ragioni profonde. «Spesso, alla fine dei suoi interventi, mi sembravano più chiare le motivazioni delle nostre battaglie culturali», ha ricordato De Crescenzo.

Per il Movimento Neoborbonico la sua scomparsa lascia dunque un vuoto profondo, sia dal punto di vista umano sia per il contributo che Spadaro avrebbe potuto continuare a offrire alla ricerca e alla divulgazione della storia meridionale. «È un vuoto davvero incolmabile quello che lascia Mariolina: per tutto quello che avrebbe dato ancora alla nostra Causa e per l’amicizia sincera che ci ha donato in tutti questi anni», sono le parole con cui De Crescenzo ha salutato la studiosa.

Con Carmela Maria Spadaro scompare non soltanto una docente e una ricercatrice, ma una delle figure che hanno saputo unire studio accademico, identità, fede e difesa della memoria storica del Mezzogiorno. Resta il patrimonio dei suoi studi, delle sue lezioni e delle sue parole. E resta soprattutto l’esempio di una vita dedicata alla conoscenza e alla trasmissione della storia delle Due Sicilie.

Requiescat in pace.


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