“Ha inneggiato al boss”, sindaca vieta la festa patronale con Mauro Nardi. Il cantante: “Respingo con fermezza”

Mauro Nardi e Maria Terranova


La sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, ha deciso di non autorizzare i festeggiamenti in onore di San Daniele, in programma sabato 17 ottobre. Il motivo: tra gli artisti proposti dagli organizzatori figura il cantante neomelodico napoletano Mauro Nardi, che in interviste televisive, ricorda la prima cittadina, si è vantato di essersi esibito a feste private alla presenza di esponenti della Cupola e di avere un rapporto di vicinanza con i Casamonica.

La decisione è stata annunciata dalla stessa sindaca con una lunga nota sul suo profilo social, che ha rapidamente fatto il giro dell’Isola. Un messaggio che, oltre al caso specifico, rivendica una linea politica: distinguere ciò che un’istituzione intende rappresentare da ciò a cui non vuole essere associata.

«Ho preso una decisione»

Il post si apre con una frase secca: «Ho preso una decisione». Terranova spiega di aver scelto di non dare il via libera ai festeggiamenti per San Daniele perché, tra gli artisti indicati dagli organizzatori, c’è un cantante che, in interviste televisive, si sarebbe vantato di certe frequentazioni. Il concerto di Nardi era previsto a Termini Imerese bassa alle 21 di sabato 17 ottobre. La festa, riferiscono le cronache locali, era stata celebrata per alcune edizioni negli anni Novanta ed era tornata lo scorso anno.

Le parole del cantante riportate dalla sindaca

Per motivare lo stop, Terranova riporta nella sua nota alcuni passaggi delle interviste televisive del cantante. Nel primo, Nardi parla delle serate a Palermo:

«Quando andavo a cantare a Palermo andavo su questi terrazzi, feste private lì c’era tutta la Cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta… tutti li trovavi, quando arrivavo io e cantavo… quelli impazzivano».

Nel seguente, secondo quanto riportato dalla sindaca, il cantante parla del suo rapporto con la famiglia Casamonica:

«Io poi li tratto con il cuore perché mi pagano, mi coccolano, un rapporto di grande affettuosità, di stima… Non ti dico quando mi chiamano: devi mangiare, devi cantare, ti pagano prima… Io ho avuto bracciali, orologi… Loro li guadagnano e loro li spendono, e noi siamo gli artisti di queste persone…».

«Non esprimo giudizi sulla persona»

Terranova precisa subito di non voler fare un processo al cantante: «Non esprimo giudizi sulla persona». E aggiunge: «Il cantante è libero di definirsi “artista di queste persone”, così come io sono libera di non concedere il patrocinio della Città che rappresento».

Segue il passaggio più netto, in maiuscolo nel testo originale:

«NOI NON SIAMO la Sicilia di Inzerillo, Bontade e Buscetta. NOI NON SIAMO la Sicilia della Cupola. NOI SIAMO la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia. È questa la Sicilia nella quale mi riconosco. Ed è questa la Sicilia e la Termini che voglio rappresentare.»

«La legalità deve avere il coraggio delle scelte»

La sindaca chiarisce che la decisione non è contro la festa: San Daniele, scrive, potrà essere riproposta con un programma diverso. Poi allarga il discorso alla responsabilità della politica: «La politica ha bisogno di persone capaci di distinguere ciò che intendono rappresentare da ciò a cui non vogliono essere associate. Altrimenti non avrebbe senso commemorare Falcone e Borsellino e poi rinunciare, nelle scelte di ogni giorno, a difendere i valori per i quali hanno sacrificato la loro vita».

Il messaggio si chiude con un’affermazione: «La legalità, per essere credibile, deve avere il coraggio delle scelte. Scelte che io non temo di compiere». A sostenere Terranova, esponente del Movimento 5 Stelle, è arrivato il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, che ha espresso pieno sostegno alla sindaca per aver negato l’autorizzazione allo spettacolo di un cantante che rivendica di essersi esibito per boss mafiosi.

La risposta di Mauro Nardi

Nardi ha risposto attraverso una note alla sindaca Terranova: «Canto dall’età di quindici anni, quando iniziai con l’orchestra Rai di Gianni Desideri. Oggi ho settantadue anni ed una vita intera dedicata alla canzone napoletana. Non ho mai avuto problemi con la giustizia né legami con il mondo dell’illegalità. Per questo respingo con fermezza l’accostamento della mia persona e della mia musica a qualsiasi forma di esaltazione della malavita. Anzi ho sempre cantato solo l’amore ed i sentimenti».


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