Scorte folli a Napoli, psichiatra: “Il supermercato lo svuota la foto dello scaffale vuoto”


La protesta degli autotrasportatori e il blocco dei rifornimenti nei supermercati ha generato un’ondata di panico nei consumatori che si sono precipitati nei punti vendita per fare scorte di generi alimentari. Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli ha analizzato il comportamento della folla che avrebbe peggiorato una situazione già drammatica di suo.

Scorte nei supermercati, l’esperto: “Panic buying”

“Il camion fermo svuota il magazzino, è vero, ma lo scaffale lo svuota la fotografia dello scaffale vuoto. Può sembrare un gioco di parole ma in realtà basta un’immagine inoltrata nella chat del condominio affinché migliaia di persone decidano nello stesso momento di comprare per tre settimane, e a quel punto la carenza che si temeva diventa reale e l’emergenza si esaspera“ – ha dichiarato il dottor Barretta.

La protesta ha rallentato o addirittura bloccato le consegne in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, colpendo per primi ortofrutta e banchi frigo. In diversi punti vendita del territorio, però, a completare lo svuotamento è stata la corsa alle scorte, tanto che da più parti, associazioni di categoria comprese, è arrivato l’invito esplicito a non fare incetta.

“Nella letteratura scientifica il fenomeno ha un nome, panic buying, ed è stato studiato soprattutto durante le emergenze sanitarie. Una revisione pubblicata nel 2020 sull’International Journal of Environmental Research and Public Health da ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore lo riconduce a quattro famiglie di cause: la percezione della minaccia e della scarsità, la paura dell’ignoto, il bisogno di ridurre l’ansia riprendendo il controllo della situazione, l’influenza della propria rete sociale. In questi giorni le abbiamo viste agire tutte insieme, nelle stesse strade”.

“Fare scorte è un modo per riprendersi il controllo, ma è un controllo che si paga con l’ansia di tutti gli altri. Chi riempie il carrello oltre il necessario si tranquillizza per qualche ora, chi arriva dopo trova il vuoto, lo fotografa e lo rimette in circolo. Per questo è una questione che riguarda la salute emotiva e comportamentale di una comunità prima ancora della logistica”.

Nella sua lettura pesa anche una memoria recente: “Per molti il marzo del 2020 in pandemia sembrava archiviato, ma il gesto appreso allora è rimasto disponibile: alla prima immagine di un banco frigo vuoto lo si ripete senza passare per la verifica dei fatti. Viviamo in un ambiente immateriale, fatto di chat, gruppi e notifiche, che ha tempi incomparabili con quelli della merce, e il panico si costruisce esattamente in quello scarto”.

Il confronto con il Ministero dei Trasporti è fissato per il 27 ottobre ma il ritorno all’auspicata normalità nei punti vendita resterà comunque graduale. L’effetto più duraturo non si misurerà sui ripiani: “Gli scaffali torneranno pieni nel giro di pochi giorni. Il comportamento resta più a lungo: alla prossima vertenza troveremo una popolazione che ha visto due volte in sei anni il supermercato svuotarsi e che reagirà ancora più in fretta”.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI