L’attacco da Nord: “Regia criminale dietro i blocchi al Sud”. Gigi Lista risponde: “Il solito copione inaccettabile”
Ott 20, 2026 - Francesco Pipitone
Regia criminale dietro i blocchi al Sud - La risposta di Gigi Lista
«Ogni volta che il Mezzogiorno alza la testa, qualcuno tira fuori lo spettro della criminalità organizzata». È dura la presa di posizione di Gigi Lista, presidente di Autonomia Napolitana, dopo le dichiarazioni del milanese Paolo Uggè, presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani ed ex sottosegretario ai Trasporti nei governo Berlusconi II e III, sulla protesta contro il caro carburanti che sta interessando diverse regioni del Sud. Il movimento contesta l’ipotesi di possibili regie occulte dietro i blocchi e denuncia quello che considera un pregiudizio ricorrente nei confronti delle mobilitazioni meridionali.
«Non accetteremo che il disagio sociale venga trasformato in sospetto criminale», afferma Lista, intervenendo nel dibattito sulle manifestazioni degli autotrasportatori, nate in un contesto di forti difficoltà economiche per il settore. La presa di posizione arriva mentre presidi e proteste continuano a interessare diversi territori del Mezzogiorno e il Governo è impegnato nel confronto con le rappresentanze nazionali della categoria.
Lista: «Quando protesta il Sud, si insinua il sospetto»
Il presidente di Autonomia Napolitana critica il modo in cui, a suo giudizio, vengono interpretate le mobilitazioni che partono dal Mezzogiorno. «Troviamo gravissimo che, ancora una volta, davanti a una mobilitazione che nasce nel Sud, si finisca per evocare il fantasma della criminalità organizzata. È un copione che conosciamo fin troppo bene: quando il Mezzogiorno protesta, quando i suoi lavoratori rivendicano diritti e dignità, anziché ascoltarne le ragioni si comincia a insinuare il sospetto che dietro ci sia qualcun altro».
Lista contesta soprattutto l’idea che le proteste meridionali debbano essere osservate, fin dall’inizio, attraverso la lente delle possibili infiltrazioni criminali. «Come se i meridionali non fossero capaci di ribellarsi autonomamente alle ingiustizie che subiscono», aggiunge, rivendicando la legittimità delle ragioni economiche e sociali che hanno spinto gli autotrasportatori a scendere in strada.
Il caro carburanti e le difficoltà delle imprese
Evocare possibili infiltrazioni senza distinguere tra le contestazioni da verificare e le ragioni dei lavoratori rischia di spostare l’attenzione dal problema che ha originato la mobilitazione. «Perché quando si protesta al Nord si parla di crisi economica, di rivendicazioni sindacali e di diritti, mentre quando la protesta nasce al Sud si sente immediatamente il bisogno di interrogarsi su possibili infiltrazioni criminali? Questa disparità di giudizio è inaccettabile», dichiara Lista. E aggiunge: «Il nostro popolo non deve dimostrare ogni volta la propria innocenza prima ancora di poter rivendicare i propri diritti».
