Tifoso in coma, il fratello del 19enne: “Deve pagare. Chiedo scusa a Mario e prego per lui”

Mario Spedaliere, il tifoso del Portici aggredito


Ha chiesto scusa ai familiari di Mario Spedaliere il fratello del 19enne accusato del tentato omicidio del tifoso del Portici, aggredito brutalmente al termine della partita disputata a Pozzuoli.

Tifoso del Portici, il fratello dell’aggressore: “Chiedo scusa”

Mario sarebbe rimasto vittima di un’aggressione sfociata subito dopo il match tra Portici e Puteolana. Sarebbe stato proprio il 19enne a ridurlo in fin di vita dopo averlo colpito alla tempia con una mazza da baseball. Avrebbe poi confessato la sua responsabilità raccontando di aver agito per difendersi: versione, tuttavia, non confermata dai fatti in quanto, stando a quanto emerso dalle indagini in corso, Mario in quel momento non risultava armato.

Il 34enne attualmente è ancora ricoverato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e sta lottando tra la vita e la morte. Il bollettino di ieri evidenziava condizioni gravi ma stabili e nelle ultime ore i parenti hanno parlato di un primo lievissimo miglioramento.

“Chiedo scusa a Mario e prego per lui affinchè si svegli al più presto e torni a una vita normale dimenticando questo brutto episodio” – ha detto il fratello del 19enne arrestato, come rende noto Il Mattin, sottoposto ad un programma di protezione riservato ai parenti dei collaboratori di giustizia.

“Non me lo sarei mai aspettato da mio fratello. Se ha sbagliato è giusto che paghi fino in fondo per le sue responsabilità. Sono mortificato per quello che è accaduto. Mi dispiace tantissimo, non riesco a darmi pace. Mario si deve svegliare, sono anche io un papà come lui ed è inaccettabile che si trovi in queste condizioni” – ha continuato.

“Quel ragazzo deve vivere e prego affinché esca da questa situazione. Chiedo io scusa a Mario e alla sua famiglia se mio fratello è il colpevole del suo ferimento e delle sue condizioni. Ho sentito mio fratello e gli ho detto che ha sbagliato, che non si fa questo. Se è stato lui a colpirlo con una mazza deve pagare perché questa violenza va condannata senza alcuna attenuante”.

“Non si può finire in coma per una partita di calcio, tutto ciò è inaccettabile. Quello che è accaduto non si deve più ripetere, la violenza deve restare fuori dal calcio, dagli stadi e dai dopopartita. A prescindere dalle colpe di mio fratello dobbiamo vedere anche quanto hanno fatto dall’altra parte i tifosi del Portici. Questo lo dico per amore di giustizia ma ribadendo che è tutto assurdo”.

“Io fortunatamente mi sono salvato andando via da Pozzuoli. Qualche anno fa ho aderito al programma di protezione per mio fratello e ora ho un lavoro, una famiglia e dei figli che cerco di educare nel rispetto della legalità. A quei ragazzi dico che queste cose non si fanno, non servono. Chi usa la violenza ha sempre torto e rischia la vita, sia che uccida, sia che finisca in carcere”.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI