Oltre 50mila manifestanti in strada: Manfredi li ignora e parla degli alberelli a Posillipo

50mila persone in strada a Napoli ma Manfredi parla degli alberi a Posillipo


Mentre oltre 50mila persone attraversavano Napoli per manifestare contro il carovita, i salari bassi, il riarmo e le disuguaglianze sociali, il sindaco Gaetano Manfredi sceglieva di parlare di alberi. Non è una metafora, ma quanto accaduto venerdì 30 ottobre: nel pieno della mobilitazione, poco dopo le 17, il primo cittadino pubblicava sulla propria pagina Facebook un aggiornamento sulle nuove piantumazioni in via Boccaccio, a Posillipo. Nessun commento sulla manifestazione, nessun riferimento alle richieste dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie scese in strada.

«Nuovi alberi in Via Boccaccio, a Posillipo! Un intervento atteso che restituisce verde al quartiere e contribuisce a migliorare la qualità degli spazi pubblici», scriveva Manfredi, descrivendo il progetto di riqualificazione e concludendo: «Continuiamo a lavorare per una Napoli più verde, più vivibile e più attenta al proprio territorio».

Un messaggio che, preso singolarmente, non avrebbe nulla di sbagliato, ma la questione non riguarda gli alberi di Posillipo. Riguarda il momento scelto per parlarne e, soprattutto, ciò di cui il sindaco di Napoli ha scelto di non parlare.

Una città in piazza, il sindaco parla d’altro: il suo ruolo non è solo amministrare

Di fronte a una manifestazione di questa portata, ci si sarebbe potuti aspettare una parola del sindaco. Non necessariamente un’adesione alle rivendicazioni, né una condivisione di tutte le posizioni espresse in piazza. Ma almeno un riconoscimento politico e istituzionale del malessere manifestato da una parte significativa della cittadinanza. Manfredi, invece, ha affidato ai social un messaggio sulle nuove alberature di Posillipo, senza dedicare una riga alla mobilitazione.

Napoli è una città metropolitana con quasi un milione di residenti nel Comune e una popolazione molto più ampia nell’area metropolitana. È una delle grandi città europee, un centro che concentra problemi economici, sociali e abitativi di enorme complessità. Il suo sindaco non è soltanto il responsabile di cantieri, manutenzione stradale, verde pubblico e servizi: è anche il rappresentante istituzionale di una comunità, chiamato a interpretarne le difficoltà e a dare voce alle sue istanze.

Questo non significa che il primo cittadino debba commentare ogni corteo o condividere ogni protesta. Significa, però, che quando migliaia di persone scendono in strada per denunciare condizioni di vita sempre più difficili, il silenzio istituzionale diventa esso stesso una scelta comunicativa e politica. Il messaggio sulle piantumazioni assume così un significato diverso. Non per il contenuto, ma per il contrasto con ciò che stava accadendo contemporaneamente nelle strade di Napoli.

Una distanza che alimenta la percezione di un sindaco assente

Non è la prima volta che l’amministrazione Manfredi viene contestata per la distanza tra la propria narrazione della città e le condizioni vissute da una parte dei napoletani. La crisi abitativa, il caro affitti, le difficoltà dei lavoratori e le proteste studentesche sono questioni che attraversano Napoli da tempo. Nei giorni precedenti alla manifestazione, gli studenti avevano già organizzato iniziative contro il costo degli alloggi e le difficoltà di accesso alla casa.

Il sindaco, è evidente, non riesce a essere presente nel dibattito pubblico, neanche in occasioni di tale portata. Ma è lecito anche chiedersi se l’assenza non sia un atto voluto e predeterminato. I fatti dicono ad ogni modo che la distanza è il tratto più evidente del rapporto tra Manfredi e la grande parte della città, quella che non fa parte dell’establishment,

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