L’Expo Express arriva a Napoli. Ma c’è da esserne orgogliosi?

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È proprio il caso di dire che, quando si alza la voce, i risultati non tardano ad arrivare. Sono passati solo pochi mesi dall’annuncio ufficiale dell’ Expoexpress, il famoso “treno mostra” nato per sponsorizzare e promuovere l’Expo 2015 di Milano, ma qualcosa da allora sembra essere cambiato.

Numerose furono le polemiche riguardanti le tappe italiane toccate dal famoso convoglio espositivo perché, come fecero notare parecchie voci meridionaliste, l’intero Sud sembrava essere stato completamente cancellato dal percorso. Dopo la partenza da Venezia, le città interessate dovevano essere Verona, Padova, Milano, Genova, Trieste, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Pisa ed infine Napoli. Un vero e proprio scandalo, visto che una fetta importante dell’Italia (guarda caso quella meridionale) veniva completamente estromessa dall’evento.

Sotto i riflettori, in particolar modo, l’assenza della Calabria, nell’occhio del ciclone da parecchi mesi per la questione riguardante i famosi Bronzi, scaltramente utilizzati per dare nuovo slancio all’Expo 2015 dopo i numerosi scandali che l’avevano investito. Eppure nonostante la speculazione costruita a mestiere, la regione Calabria era stata completamente snobbata dall’organizzazione. Tempo qualche settimana e, per magia, due nuove tappe furono aggiunte, ovvero Bari e Reggio Calabria.

Intanto l’arrivo dell’ ExpoExpress previsto per venerdì 12 Dicembre a Napoli si avvicina e in tanti continuano a chiedersi il senso dell’operazione. C’è chi continua a dissentire, dissociandosi dal ricco programma di eventi che il famoso “trenino” porterà con sé una volta arrivato in città.

Stando ai fatti, la strategia degli organizzatori sembra essere abbastanza chiara. Ancora una volta il Sud dovrebbe accontentarsi di far parte di un’Italia che, furbescamente, utilizza i suoi territori a suo piacimento speculando la dove possibile, sulle spalle di chi da anni, viene messo all’angolo ogni qual volta non si riveli funzionale alle logiche di potere. Anche stavolta, l’unico motivo che sembra legarci al resto delle città italiane sembra risiedere nelle intenzioni di chi, senza troppi giri di parole, continua a legare l’immagine dei nostri territori a parole quali lucro, profitto e speculazione.

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