I papiri di Ercolano svelati ai raggi X

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La cultura greco-romana, per quanto sia origine e fondamento della nostra, rimane, sul alcuni aspetti, ancora un mistero. Nel corso dei secoli, infatti, testimonianze e materiali sono stati dissolti e consumati dal tempo, rimanendo celati per sempre alle nostre conoscenze.

I papiri di Ercolano, sopravvissuti all’eruzione del 79 d.C., erano, fino a qualche giorno fa, parte di quel materiale ritenuto inutilizzabile e illeggibile: i gas dell’eruzione avevano carbonizzato i papiri, rendendo impossibile srotolarli e maneggiarli senza distruggerli completamente.

papiri ercolano

Eppure, grazie a nuovissime tecnologie, gli studiosi possono spiare i segreti della così detta “Villa dei Papiri“, luogo in cui furono trovati i documenti, senza nemmeno toccare i rovinati cimeli.

A rendere possibile la lettura senza aprire i rotoli è una tecnica non invasiva, chiamata tomografia a raggi X a contrasto di fase, utilizzata presso la struttura europea per la luce di sincrotrone, Esrf (European Synchrotron Radiation Facility), di Grenoble. La tecnica permette di distinguere tra materiali che hanno limitato contrasto tra loro, come i papiri carbonizzati e l’inchiostro nero.

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Il risultato incredibile si deve al gruppo coordinato dal fisico Vito Mocella dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (Imm) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. Lo stesso Mocella è così fiducioso nel progetto da affermare:”potrebbe essere utilizzato per leggere centinaia di altri papiri della stessa collezione senza alcun rischio per la loro integrità.

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