Cala la disoccupazione al Nord, mentre al Sud aumenta. Lo dice l’Istat

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I media italiani riportano che il tasso di disoccupazione è sceso al 12,6% a gennaio, già in miglioramento a dicembre con il 12,9%. Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, quello di gennaio è un “risultato incoraggiante dopo anni di caduta“, “nel 2015 in Italia potrebbero esserci 150mila occupati in più“, continua. E poi arriva Matteo Renzi che esulta su Twitter: “Più 130 Mila posti di lavoro nel 2014, bene ma non basta. Ora al lavoro per i provvedimenti su scuola e banda ultra larga #lavoltabuona“.

I dati Istat dicono che gli occupati sono 22 milioni 320 mila, invariati rispetto a dicembre (più 11 mila) e in aumento dello 0,6% su base annua (più 131 mila). Il tasso di disoccupazione giovanile cala di 0,1 punti al 41,2% (ai minimi da 17 mesi)  e l’incidenza di giovani senza lavoro sul totale della popolazione di riferimento è superiore al 10,7%. A riferirlo è La Repubblica.it.

Ma quello che non si dice è che la disoccupazione è in crescita nel Centro e nel Mezzogiorno. Nel 2014 c’è stato il record storico del tasso di disoccupazione, al 12,7% con punte sopra il 20% nel Mezzogiorno. E i giovani hanno visto crescere il tasso di senza lavoro di 2,6 punti percentuali arrivando al 42,7%, soprattutto per le giovani donne del Sud, con il 58,5% di disoccupazione (vuol dire che al Centro-Nord è del 26,9%). Dunque è ancora il Mezzogiorno a pagarne le spese, unica area a saldo negativo.

Mentre si gioisce per il calo della disoccupazione, al Sud il lavoro rimane ancora una piaga profonda, e intanto l’Italia incensa e santifica matteo Renzi e il suo Governo.

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