Video. Mazzette e regali per la Presidenza del Consiglio. Una nuova tangentopoli?

iene

Un anonimo che ha lavorato per molti anni per un’azienda che si occupa di fornitura di servizi ad aziende private, pubbliche ed istituzioni ha deciso di denunciare tutto alle forze dell’ordine ma anche a Le Iene, dove camuffata la sua identità viene mostrata la sua intervista e tutto il marciume della casta politica italiana.

Una di queste istituzioni, per cui ha lavorato questo testimone, è la Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Non mi va il fatto – racconta – che questa azienda pur di aggiudicarsi qualsiasi gara d’appalto usava la metodologia degli omaggi, dei regali, diciamo delle mazzette. Mi riferisco in particolare ad una gara della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con importo pari a qualcosa in meno di 10 milioni di euro, gestita in modo totalmente illegale. Senza una gara europea è stato fatto un’affidamento diretto di 5 ditte segnalate, guarda caso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cioè si sapeva già chi doveva vincere“.

In cambio di denaro – continua – la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha favorito la ditta in questione in tutto e per tutto. Il titolare dell azienda pagava i dirigenti, posso dimostrarlo con parte del libro paga di un solo mese: parliamo di oltre 2 milioni di euro di mazzette diviso tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e dirigenti vari“.

Ma in pratica cosa facevano questi dirigenti per l’azienda? “All’inizio pilotavano la gara d’appalto e poi gonfiavano le fatture. Se il valore reale di una fornitura poteva essere di 40-50-60-70.000 euro, venivano emesse fatture al 50, 60 e 80% in più” […] Un solo dirigente in un mese prese 70.000 euro, un altro un pianoforte di 6000 euro e la ristrutturazione di tutta la casa“.

Tale testimone ha lavorato a diretto contatto con queste persone, infatti, racconta di esser stato obbligato a fare determinate consegne: “Dirigenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri che si recavano direttamente nella nostra azienda e in due casi ho consegnato io le buste, ho avuto minacce, sono stata avvicinata da due persone, che facendo il mio nome mi hanno puntato un coltello sotto la pancia dicendomi ‘stai attenta a quello che fai’ “.

Ma perché se la sono presi con questa persona? Perché l’hanno minacciata? Semplice la risposta: hanno avuto paura della denuncia, “sanno che io so e che potrei denunciarle“, continua. “Viene sempre tutto insabbiato e alla fine queste persone non pagano mai“, conclude la donna.

Qui non si tratta solo di una vergogna italiana, l’ennesima che lo Stato ci fa subire, ma qui si tratta di vera e propria criminalità, disonore e mancanza di rispetto verso un popolo che lavora e che paga le tasse e senza le quali, molto probabilmente, i politici non potrebbero vivere.

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