La straziante lettera d’amore di Salem, giunto cadavere in Sicilia

Lettera di Salem, morto a Pozzallo

“Voglio che tu mi ricordi, non mi dimenticare, amor mio…Voglio che tu non ti dimentichi di Salem, amore.. ti amo”

È questo il testo della lettera trovato nelle tasche di Salem, un ragazzo di 20 anni partito dalle coste africane su un barcone per giungere in Europa, terra che però non ha mai visto.

Egli, infatti, a Pozzallo ci è arrivato quando era già un cadavere, annegato in quel mare che si è preso tante vite, quel mare affrontato con barconi carichi di ciò che per alcuni è soltanto merce, seppur fatta di carne, sangue e anima. Una lettera straziante, pubblicata dai 99 Posse sulla pagina Facebook del gruppo, di un ragazzino in cerca di un futuro migliore di quello che la sua terra poteva offrirgli.

Oltre novecento vite si sono perse in quel viaggio, tra le grida e le urla di chi vorrebbe mandarli a casa, di chi crede che il posto in cui si nasce sia un diritto esclusivamente suo, di chi in quelle vite vede non esseri umani, ma semplicemente immigrati. Ma il grido di dolore, di questo ragazzo, che scappa e si lascia alle spalle l’amore, la sua terra, i suoi cari, il grido straziante di chi ha avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato, pochi sembrano sentirlo.

 Mare nostro,

che non sei nei cieli,

e abbracci i confini dell’isola e del mondo,

sia benedetto il tuo sale,

sia benedetto il tuo fondale,

accogli le gremite imbarcazioni,

senza una strada sopra le tue onde.

I pescatori usciti nella notte,

le loro reti tra le tue creature.

che tornano al mattino

con la pesca dei naufraghi salvati.

Mare nostro,

che non sei nei cieli

all’alba sei colore del frumento,

al tramonto dell’uva di vendemmia,

ti abbiamo seminato di aggenati

più di qualunque età delle tempeste.

Mare nostro,

che non sei nei cieli

tu sei più giusto della terraferma

pure quanto sollevi onde a muraglia e poi le abbassi a tappeto.

Custodisci le vite,

le visite cadute come foglie sul viale,

fai da autunno per loro,

la carezza d’abbraccio

bacio in fronte

di madre e padre prima di partire.

(Preghiera Laica – Erri de Luca)

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