Rapporto Istat sul benessere: Al Sud vince la bellezza

Napoli

L’Istat con il supporto dell’Anci ha stilato e presentato un rapporto sul Benessere equo e sostenibile nelle città (UrBes), non altro che un’estensione dell’indagine sul Bes atta a valutare 12 dimensioni di benessere alternative al Pil e focalizzata sull’andamento nelle aree urbane. Tra gli indicatori utilizzati, e tutti che denotano la solita spaccatura in due dell’Italia, troviamo: benessere economico, lavoro e tempi liberi, relazioni sociali, politica, salute e istruzione, sicurezza, paesaggio e ambiente, servizi.

Da uno sguardo superficiale a emergere è che le città del Nord sono più ricche e attente tanto al no profit quanto alla cultura, mentre quelle meridionali si contraddistinguono per una migliore qualità dell’aria e una minore incidenza di reati contro il patrimonio. Procedendo in profondità, invece, si ha la possibilità di confrontarsi con dati più specifici ma, allo stesso tempo, manifesto di una situazione di cui si è ben consapevoli. Che a Nord  ci sia più lavoro rispetto a quanto avviene al Sud, là dove le speranze di vita hanno, purtroppo, valori meno alti soprattutto a Napoli, Palermo e Catania, e dove ci sarebbero meno diplomati a vantaggio del Centro e del Nord della penisola.

Altra fonte di spaccatura potrebbe essere lo stato di conservazione delle città italiane. Gli edifici storici sono generalmente migliori della media nazionale in tutte le province del Nord e a Firenze, mentre tutte le città del Mezzogiorno registrano valori molto inferiori al resto del Paese.  La qualità dell’aria è in miglioramento, anche se il grado di inquinamento resta elevato. La situazione di criticità persiste soprattutto nei comuni capoluogo del Nord, “da un lato per la presenza di maggiori fonti di inquinamento (più elevata densità abitativa e industriale), dall’altro per la posizione geoclimatica (in particolare in Pianura padana) che non favorisce l’attutirsi di questi fenomeni”. Nel 2012 le città metropolitane con il più alto numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 (50 mg/m3) si trovano nel Nord e sono Torino (126), Milano (81) e Venezia (74). Tra i comuni capoluogo del Mezzogiorno si distingue Napoli con un numero di superamenti pari a 120. Firenze, Roma e Bari sono i comuni capoluogo con il trend migliore tra il 2004 e il 2013.

Insomma, una serie di ovvietà che, sempre più spesso, finiscono coll’essere causa di pregiudizi nei confronti dei meridionali che, si sa, saranno più poveri, meno colti, meno impegnati dal punto di vista sociale, ma hanno il privilegio di vivere quella parte d’Italia più accogliente e paesaggisticamente da togliere il fiato.

 

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