Così fanno morire il Sud!

Fallimento

Fallimento totale. Non può esistere espressione più morbida per definire la classe politica italiana che in vetrina ha deciso di vendere il peggio di se stessa. Il caso De Luca in questo senso è emblematico di quanto siamo distanti anni luce dai principi di onestà e trasparenza. Ma si sa, dalle nostre parti sono merce decisamente rara e parecchio cara.

Dall’Expo alle regionali in Campania, passando per Mafia Capitale, la nostra classe dirigente è sotto la lente d’ingrandimento, bersagliata da più parti ma allo stesso tempo capace di trovare la complicità degli elettori. E’ successo che in Campania la sospensione di De Luca fosse cosa nota già ante elezioni, eppure è stato votato. L’avvertimento, nemmeno così velato di Rosy Bindi non è bastato a distogliere i suoi elettori. E il premier?

Il capo del governo, in qualità anche di segretario del Pd, possedeva gli strumenti per mettere fuori dai giochi l’ex sindaco di Salerno e, invece, non ha mosso un dito. Dove è finito il giovane rottamatore in grado di riscattare il popolo italiano o quello che avrebbe cacciato a calci nel sedere i corrotti e i vecchi politicanti poco inclini ai principi della trasparenza?

Di quest’uomo non è rimasta alcuna traccia ma, forse, non è mai esistito. L’ingannatore è stato smascherato dal tempo, per principio galantuomo. I fatti parlano, le parole servono davvero a poco. Ma l’immobilismo dell’attuale governo regionale, in attesa del ricorso di De Luca, ci pone di fronte ad un clamoroso ed inquietante fallimento anche di chi ha preceduto Matteo Renzi.

L’ormai famosa legge Severino, nell’istante in cui è stata pensata, redatta e infine votata, ha decretato la resa senza se e senza ma della politica. I nostri amministratori hanno scelto di delegare ad un terzo (la giustizia) di stabilire chi avesse i numeri per poter aspirare alla cosa pubblica. Decisioni che dovrebbero toccare agli stessi politici e non ai giudici che hanno già il loro bel da fare.

L’Italia si dimostra poco credibile agli occhi degli italiani e del mondo e l’alta percentuale di astensione alle ultime elezioni ne è un evidente e prevedibile riflesso. Ci aspetta il peggio o forse peggio di così si muore solamente.

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